Una scommessa chiamata Silver Flag - Ruoteclassiche
30 July 2021 | di Gaetano Derosa

Una scommessa chiamata Silver Flag

La Vernasca Silver Flag, rievocazione della cronoscalata Castell’Arquato – Vernasca organizzata dal CPAE (Club Piacentino Auto d'Epoca), festeggia la venticinquesima edizione. Quella che è stata una importante gara su strada è oggi un evento non meno significativo e riconosciuto, capace di richiamare collezionisti da ogni parte del mondo.

La Vernasca ha una identità unica: è un concorso dinamico di eleganza, un vero e proprio festival della sportività. Quasi a rimediare alla pausa dello scorso anno, oltre che per celebrare degnamente un anniversario così prestigioso, il CPAE ha sdoppiato l’evento in due appuntamenti. Il primo si è tenuto a fine giugno, con la presentazione di una bella monografia - curata dal nostro Gaetano Derosa – dedicata alle edizioni fin qui disputate.

Il palmarès. Ogni pagina (ma non potrebbe essere diversamente, dal momento che Derosa è stato tra gli ideatori della Silver e ne ha accompagnato la crescita fino ad oggi, con la cura di un genitore verso il proprio figlio) trasmette una emozione, evoca un ricordo, dà voce a un protagonista, rende eterni i valori della cultura, della passione, dell’amicizia che, di fatto, rappresentano l’identità di questa manifestazione nata quasi per gioco e capace di vincere l’ “International Historic Motorsport Award Speed event of the Year”, di ricevere la nomination dalla rivista inglese Octane per “Motorsport Event of The Year” e di collezionare una serie quasi infinita di “Manovelle d’Oro” dell’Asi.

Una nuova dimensione. Per la rievocazione vera e propria, invece, occorrerà attendere l’11 e 12 settembre. Sarà una edizione diversa dalle altre, pur senza rinunciare alla formula tradizionale del concorso dinamico, esaltando il significato culturale dell’auto d’epoca da competizione e rinunciando ad ogni forma di confronto con il cronometro. Così l’evento avrà un tema diverso da tutti i precedenti: “Musei in movimento”, una scelta visionaria e ambiziosa, una sfida affrontata con la consapevolezza del cammino fatto in questo quarto di secolo. Più che mai in passato, questo appuntamento unico, vuole dunque celebrare la bellezza delle auto iscritte, unendola in un connubio emozionale e sentimentale al fascino dei luoghi e all’ospitalità generosa della gente emiliana.

Il gotha del collezionismo. Accanto ai collezionisti da tutto il mondo arrivano in quest’angolo di Appennino anche auto tradizionalmente custodite nei musei (hanno aderito, tra gli altri il Mauto, il Nicolis, le collezioni Lopresto, Panini, Righini, la Fondazione Macaluso, l’Alfa Blue Team e tanti altri). Mai come oggi possiamo considerare Castell’Arquato come la Goodwood italiana: un weekend di tarda estate dove poter ammirare, qualcosa di speciale, una selezione di vetture unica e preziosa, così bella ed enciclopedica da poter essere esposta in un polo culturale, appunto in un “Musei in movimento”. Con le auto che usciranno dalle sedi espositive e arriveranno a Castell’Arquato. Per raccontare la propria storia, animare la propria bellezza, rinnovare emozioni e lasciare un’eco, segno imperituro di bellezza e presagio di futuro.

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