Auto
03 ottobre 2018 | di Alberto Amedeo Isidoro

BMW Serie 3, un successo che parte da lontano

A quasi sette anni dal lancio del modello attuale, debutta al Salone di Parigi la settima generazione della BMW Serie 3. Ripercorriamo insieme, tappa dopo tappa, la storia di un modello tra ipiù apprezzati dagli automobilisti amanti della bella guida.

Ieri, chi era sul palco della BMW, al Mondial de l'Auto di Parigi, ha visto accendersi i riflettori su una "berlinona" di 4,70 metri dall'aspetto imponente. La calandra di nuova foggia (per la prima volta il doppio rene non è separato dalla lamiera), la coda forse troppo lunga ("una questione di aerodinamica", hanno spiegato i tecnici), tre nervature che solcano la fiancata conferendo all'insieme, se possibile, ancor più sportività rispetto alla serie precedente. Ma quanto è cambiata la BMW serie 3 nei suoi quarantatré anni di storia? Curiosando un po' sul web, non è difficile trovare i primi schizzi di Paul Bracq, che risalgono al marzo del 1974. In particolare, la risposta alla nostra domanda sta in un bozzetto di tre quarti anteriore che pare schizzare veloce come una freccia dal monitor.

La prima è già un successo. Nella misura in cui mantiene e porta avanti i valori di sportività e piacere di guida trasmessi dalla prima generazione, nata nel 1975, la BMW Serie 3 è incredibilmente uguale a se stessa. Quando si tratta di migliorare la compatta e grintosa serie "02", disegnata dal maestro torinese Giovanni Michelotti, il marketing di Monaco con molta prudenza si guarda bene dallo stravolgere le linee guida del progetto. Al responsabile dello design Paul Bracq viene essenzialmente chiesto di dare solidità e importanza a quella che era già una vettura valida e molto apprezzata: la E21, questa la sigla di progetto della prima Serie 3, cresce così nella lunghezza e nel passo, garantendo una migliore abitabilità posteriore. Le linee della carrozzeria, più spigolose, insieme alle superfici vetrate fortemente inclinate le conferiscono un look più dinamico e sportivo. La Serie 3 E21 viene prodotta tra il '75 e l'83 in oltre 1.360.000 esemplari, contro i circa 750.000 della "02".

Finalmente a quattro porte, diesel... e Touring. Al Salone di Ginevra del '76, un anno dopo il lancio, viene applicata una fascia nera sulla coda, a unire i due fanali. Viene presentata per il mercato Usa la 320i, con convertitore catalitico, poi è la volta delle 6 cilindri. Come accadde per la "02", anche per la serie E21 viene prevista una carrozzeria aperta tipo targa, realizzata in collaborazione con lo specialista tedesco Baur. Per vederla a quattro porte bisogna attendere la seconda generazione, denominata E30 (1982-1994). Il nuovo modello, con forme meno protese in avanti e più arrotondate, vedrà anche il debutto del motore diesel (1985) e della versione giardinetta, denominata "Touring" (1987): l'idea, lungimirante, fu di Max Reisböck, già artefice sulla E21 della plancia orientata verso il guidatore.

Cresce ed è campionessa di aerodinamica. Disegnata, come la E30, da Claus Luthe, la terza generazione della BMW Serie 3 (E36) presenta i primi cenni di linee aerodinamiche: il muso spiovente coi fari carenati, il lunotto fortemente inclinato e il taglio netto della coda consentono di ottenere un Cx di 0,29, contro lo 0,45 della E21 e lo 0,41 della E30. Grande novità è l'introduzione, nel 1992, della Coupé, che con una carrozzeria più bassa e slanciata rimpiazza la "vecchia" berlina a due porte. Nel 1995 debutta la Compact, che con un posteriore accorciato di 22 centimetri si pone come entry level della gamma.

Serie di transizione. A tracciare le linee della quarta generazione della BMW Serie 3 è l'eclettico designer americano Chris Bangle. La tipica calandra a doppio rene è ora integrata nel cofano motore e, per la prima volta, il profilo del padiglione è descritto da un'unica linea curva. Le dimensioni aumentano e l'abitacolo è finalmente più spazioso e confortevole. Sarà un successo, con oltre 3.200.000 esemplari prodotti tra il 1998 e il 2006.

Mette i muscoli. La quinta generazione, la E90 (2005-2013), porta la firma di Adrian van Hooydonk. Le linee, massicce e ben armonizzate, trasmettono solidità e dissimulano con efficacia le dimensioni importanti della carrozzeria. Inedita la versione Cabriolet con il tetto ripiegabile in metallo (2007). L'attuale sesta generazione nasce nel 2011 e viene ristilizzata nel 2015 durante i festeggiamenti per i 40 anni del modello.

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