CAMIONCINO COL CUORE DI MOTO - Ruoteclassiche
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03 October 2001 | di Redazione Ruoteclassiche

CAMIONCINO COL CUORE DI MOTO

Luciano Nicolis, grande appassionato veronese sempre a caccia di curiosità, una decina d'anni fa acquista uno strano telaio a longheroni con quattro ruote. Scopre che si tratta di un prototipo, equipaggiato con un motore motociclistico, che la Casa piemontese Fongri, costituita nel 1913, tenta di lanciare sul mercato nel 1920.

Tre o quattro anni dopo il ritrovamento del telaio, a Luciano Nicolis giunge la segnalazione del rinvenimento di una strana carrozzeria torpedo, a due posti, con vano posteriore in legno. Consegnati carrozzeria e telaio al museo Bonfanti, a Bassano del Grappa, inizia uno studio meticoloso delle due parti. Si cercano riscontri inoppugnabili, come la corrispondenza dei fori di fissaggio tra la scocca in legno e il telaio, quella dei leveraggi, dei tappi eccetera.

Tutto corrisponde alla perfezione. La carrozzeria ha parafanghi in lamiera di ferro, raccordati da pedane con cassette porta attrezzi. I pannelli sono in compensato molto leggero, color kaki. Solo il piccolo cofano è costruito con sottili pannelli di lamiera, per non deformarsi con il calore del motore.

Il finto radiatore (il motore è raffreddato ad aria) e i laterali sono in lamierino forato. La scocca è in legno e ha la forma di un camioncino; il serbatoio è collocato sul cruscotto, dove si trovano anche i bocchettoni per benzina e olio.

Il cambio a 3 marce è di tipo sequenziale motociclistico con comando a leva centrale; la messa in moto è a strappo con leva posizionata a destra del guidatore. Approfondimenti su "Ruoteclassiche" di ottobre.

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