Eventi / News
03 aprile 2002 | di Redazione Ruoteclassiche

CAMPIONI DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO

Due partecipanti ci raccontano in diretta come si prepara e come si vince l'impegnativa gara dolomitica. Dalla scelta della vettura a quali generi di conforto occorrono per affrontare il freddo della notte. Le vetture aperte ricevono gli applausi del pubblico, ma non permettono di puntare al successo. Quest'anno, senza la neve, ne ha risentito lo spettacolo.

La Winter Marathon si disputa a gennaio, ma comincia a novembre, quando si deve decidere quale vettura iscrivere. Io e il mio navigatore optiamo per la nostra Triumph "Spitfire", che vi ha già partecipato dieci volte e, per renderla identica a quella che vinse la classe 1150 a Montecarlo nel 1965, montiamo due fari di profondità Lucas, un hardtop, i cerchi in lamiera e le gomme chiodate; regoliamo inoltre carburatore e anticipo trovando la corretta miscelazione tra benzina verde, additivo al piombo e quello per aumentare gli ottani. In previsione delle 12 ore di guida a temperature polari e di possibili nevicate stipiamo nel baule le catene, una piccola pala, una torcia, un crick, lo spray antiappannante e deghiacciante, nonché confezioni autoriscaldanti di caffè, biscotti e cioccolato. Finalmente eccoci a Madonna di Campiglio, alle 16 di venerdì 11 gennaio, per un'edizione della Winter Marathon che batte il proprio record di partecipanti con 135 vetture al via (ammesse solo le trazioni posteriori). Questa gara si svolge per circa il 50% a un'altitudine superiore ai 1500 metri e prevede l'attraversamento di ben 13 passi alpini. La delusione per la mancanza di neve è tanta, ma bisogna prestare attenzione ai tratti ghiacciati. Saliamo verso la Mendola e poi ancora da Canazei al Pordoi, dove comincia la vera "Winter": Falzarego, Glau, ancora Pordoi e Sella, poi si scende a Bolzano, dove alle due di notte la stanchezza comincia a farsi sentire, infine la Mendola e Campiglio, dove arriviamo alle cinque del mattino. Poche ore di sonno e, a mezzogiorno, tutti a vedere le classifiche, con la speranza di essere tra i primi trenta, quelli che disputeranno nel pomeriggio la prova sul lago ghiacciato. Scopriamo di essere secondi, dietro a Bruno e Graziano Bresciani. La pista sul lago è più scivolosa del solito e molti non stanno nei tempi imposti: mentre la Jaguar "XK 120" dei Bresciani si rivela troppo pesante, la nostra "Spitfire" con i suoi bei chiodi nuovi sembra sui binari. Infiliamo due passaggi perfetti e siamo primi.

Condividi
COMMENTI