Caterham Seven 275R: guidare allo stato puro - Ruoteclassiche
Auto
07 April 2022 | di Fulvio Zucco

Caterham Seven 275R: guidare allo stato puro

Cercate un’auto tutta da guidare, che offra sensazioni antiche come una Morgan ma che sia scattante come un’Alfa Romeo 4C? Che abbia il comportamento reattivo di una Lotus Elise e si intraversi a 40 all’ora come una Seven degli anni 50? Probabilmente questa Caterham soddisfa, come pure le versioni oggi in listino, dalla 170 alla 485, tutte le vostre aspettative.

Non è un’automobile, sia chiaro. O, perlomeno, non lo è nell’accezione comune. Volete portare con voi una borsa o un giubbotto? Non si può, a meno che la capote sia in uso; altrimenti non c’è un centimetro libero. Volete chiuderla quando la parcheggiate? Anche questo non si può fare. Volete ascoltare musica o un notiziario? Scordatevelo: l’autoradio non c’è; saggiamente, perché tanto non riuscireste ad ascoltarla. La Caterham richiede inoltre al suo equipaggio alcune caratteristiche morfologiche precise: corporatura fino alla taglia L, perché se siete più propendenti all’XL potrete calarvi nell’abitacolo, ma solo senza giacche o maglioni pesanti e non sarete più in grado di muovervi di un millimetro. Statura limitata a 1,85 m e numero di scarpa preferibilmente entro il 43. Altrimenti, molto semplicemente non ci si sta né si riesce a premere un solo pedale alla volta. Detta così, vien da chiedersi per quale forma di masochismo uno dovrebbe pensare all’acquisto di una Caterham. In realtà la 275R, motore Ford quattro cilindri 1600, come pure le altre versioni contemporanee, una d’attacco con il tre cilindri 660 turbo Suzuki e una al top con il 2000 quattro cilindri Ford, si rivolge a chi pensa soltanto a divertirsi guidando e non si cura minimamente della razionalità: se siete fra questi, avrete fra le mani uno degli oggetti più coinvolgenti che vi possa capitare di pilotare. Quando ritiriamo l’esemplare della prova piove. Gentilmente hanno già provveduto a montare la capote e i pannelli laterali, ma questo è causa del primo momento di sconcerto: la bassissima 275R, una volta preclusa la possibilità di calarsi al volante dall’alto, è accessibile solo seguendo una precisa sequenza di contorsioni che è meglio non scordare, pena figuracce a ripetizione nel vano tentativo di entrare o, peggio, uscire dall’auto.

Non siate timidi. La Caterham è vistosa di suo, e il colore Kawasaki Green non fa che accentuare la cosa, insieme al frastuono del motore. Impensabile girare per Milano senza avere addosso gli occhi di tutti; meglio stare al gioco e sorridere, tanto qualcuno vi sta sicuramente fotografando. Ah, un consiglio: quando smette di piovere, non fatevi prendere dalla smania di scoprire la macchina: i parafanghini motociclistici, in combutta con l’abitacolo smilzo, vi lanceranno acqua e fango dritti in faccia alla prima curva! Tutte queste caratteristiche possono avere due effetti opposti: se siete razionali e pratici, lo abbiamo detto, odierete le Caterham, ma se avete il sacro fuoco della guida rude e spartana tipica delle sportive di un tempo, quelle che per molti versi erano abbastanza simili alle auto da corsa, allora dalla 275R e dalle sue sorelle non vorrete più scendere. Anche perché, secondo la più pura tradizione inglese, queste roadster riescono a garantire prestazioni al top pur con una meccanica non esasperata e proveniente dalla grande serie. Merito della leggerezza innanzi tutto, ma anche delle ottime doti del telaio. Per dire, già la Seven 165 a tre cilindri riesce, con soli 81 cavalli, a strappare uno 0-100 in 7,4 secondi e per certi versi, con le sue gommine strette, è anche la più fedele all’estetica e al comportamento stradale della Lotus Seven da cui tutto ebbe origine 65 anni fa. Costava nel 2015 24.000 euro, non molti per acquistare una sorta di macchina del tempo.

Sempre più forte. Salendo di livello c’era la Seven 275, la nostra, che dal 1600 Ford con 135 CV a 6800 giri, accoppiato a un cambio a 6 marce molto sportivo, riesce a ottenere quasi 200 km/h e uno 0-100 in 5 secondi netti. Stupiti? Miracoli che si possono fare con soli 540 kg di peso. Per la 275 servivano 30.000 euro, più eventuali optional, uno dei quali ci pare irrinunciabile: il Weather Equipment, cioè, più prosaicamente, la capote con i pannelli laterali, a meno che secondo voi le moto possano anche avere quattro ruote. Su strada è un godimento continuo, per lo sterzo da kart, il cambio fulmineo che più viene azionato velocemente e meglio reagisce e per le continue scodate, innescabili a piacimento anche a bassa velocità, ma sempre innocue. Il sound è per duri e puri, nel senso che in autostrada a 130 siete a 5000 giri e, fra rumori meccanici, fischi e fruscii, che siate soli o in compagnia non fa alcuna differenza. Per gli incontentabili c’era poi la Seven 485, che montava un due litri Ford da 240 cavalli a 8500 giri: se si ha il manico, si toccano i 225 all’ora e si arriva a 100 in 3,4 secondi. Terrificante, quando si è per metà fuori dall’abitacolo e il sedere è quasi a contatto con l’asfalto. Questa, però, è la Caterham riservata a chi ci sa fare davvero. Agli altri potrebbe scappare di mano e, vista la filosofia costruttiva, anche un urto lieve è un’eventualità da scongiurare, per quanto possibile. Oggi la gamma delle Caterham comprende tre modelli; la 170, ancora con il tre cilindri Suzuki turbo di 660 cc, la 485 con il 2 litri Ford e la 485 CSR con identica motorizzazione ma telaio allargato per consentire un minimo di confort. Prezzi, tasse escluse, da circa 30.000 a 55.000 euro.

Condividi

Bacheca

COMMENTI