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10 luglio 2007 | di Redazione Ruoteclassiche

CINQUANT’ANNI DI “BIANCHINA”

La "Bianchina" compie cinquant'anni. Per l'occasione "Ruoteclassiche" di luglio rivisita le composizioni grafiche, gli slogan e i dépliant che accompagnarono il suo debutto nel settembre del 1957 al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano; modelli di comunicazione ingenui, rivolti ad allargare l’interesse al pubblico femminile.

La "Bianchina" nasce sul pianale della "500", che almeno agli inizi non riesce a soddisfare del tutto le aspettative del pubblico più esigente. Viene progettata a Torino ma costruita a Desio (Milano) e venduta dalla Autobianchi, società espressamente costituita. La linea, opera del reparto Carrozzerie Speciali della Fiat, attraente e un po' leziosa, è in contrasto con quella frugale della "500", tanto che la "Bianchina" viene definita una "fuoriserie fabbricata in serie".

Il modello "110B Trasformabile", con il tetto interamente apribile (che rispolvera una peculiarità rimpianta della "Topolino"), è affiancato nel 1960 dalla versione "Cabriolet" e dalla "Panoramica", giardinetta a passo allungato e con il motore "appiattito" sotto il piano di carico. Nel 1962 esordisce la "Berlina" 4 posti, chiamata anche "televisore" per via del grande lunotto verticale. Proposta inizialmente al prezzo di 565.000 lire (75.000 in più della Fiat "Nuova 500"), la "Trasformabile" incontra subito il gusto del pubblico; ma il vero successo commerciale arriva con la "Panoramica": 175.000 esemplari in 11 anni.

Complessivamente, le "Bianchina" (1957-70) sono oltre 300.000. Risultato eccezionale per una "fuoriserie".

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