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28 March 2002 | di Redazione Ruoteclassiche

CISITALIA LIBERE DI CORRERE

Lieto fine, come nelle fiabe. Si temeva un recupero impossibile dei tre preziosi rottami, trovati sette anni fa in Argentina. Invece, due tenaci collezionisti hanno riportato le berlinette di Dusio in condizioni smaglianti. Raffinate tecniche di restauro, seguendo le "ricette" di una volta.

In un servizio del numero di luglio-agosto 1997 di "Ruoteclassiche" avevamo mostrato tre berlinette Cisitalia "202" che giacevano incomplete nel cortile di un restauratore in Toscana. Venivano dall'Argentina, dove Piero Dusio, fondatore della marca torinese, si trasferì nel 1948, convincendo il presidente Domingo Peron a facilitargli la realizzazione dell'Autoar, azienda destinata a produrre anche vetture da corsa. Dusio aveva portato con sé alcune "202" contando di venderle e tra di esse quasi sicuramente i nostri tre esemplari (numero di telaio 008, 033 e 162). Su segnalazione di un argentino appassionato di Cisitalia, Alberto Lugo, le tre vetture, ridotte in pessime condizioni, vengono portate a Livorno. Esse, costruite fra il 1947 e il 1950 e allestite da carrozzieri esterni alla Cisitalia, sono state sottoposte all'esame spettrografico dell'alluminio per verificare l'originalità degli allestimenti estetici, che avevano generato qualche perplessità. Nel corso dei quattro anni di restauro sono stati effettuati interventi decisamente radicali, come lo smantellamento delle carrozzerie e la separazione del rivestimento in lega d'alluminio dall'ossatura di acciaio e dal telaio tubolare ad essa collegato. Per tutte e tre le vetture è stato necessario un rifacimento completo della meccanica. Il motore della "202" deriva da quello della Fiat "1100", con cilindrata di 1089 cm3 (55 CV) per la "008" e la "162" e cilindrata di 1187 cm3 (70 CV) per la "033". Per quanto riguarda i ricambi, alcuni sono stati di facile reperimento, mentre altri sono stati ricostruiti; la tappezzeria della "162" e della "033" era quasi completamente distrutta, ma sulla "008" l'interno era ben conservato. Nonostante il design moderno, la Cisitalia è una vettura degli anni 40: tuttavia il motore è pronto, vivace (soprattutto quello della "033", che può spingere la vettura fino a 170 km/h) e dotato di una buona coppia a bassi regimi. Il volante a destra non agevola l'uso del cambio, lo stesso della Fiat "1100" con prima e seconda non sincronizzate. In curva le vetture sono stabili, appena sottosterzanti, e nei repentini cambiamenti di traiettoria si apprezza la rigidità del telaio tubolare.

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