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13 giugno 2016 | di Redazione Ruoteclassiche

Classic car & social network: così tweet, post e foto condizionano il mercato

Da Beyonce a Nico Rosberg, passando per Lapo Elkann e Ralph Lauren: le classiche, sempre più icona di costume, spopolano sui social e non solo sugli account di appassionati di motori. Ecco come le auto storiche riescono a raggiungere milioni di persone ed essere viste, conosciute o apprezzate dal target giovane che vive negli ecosistemi dei social. Una tendenza comunicativa che si riflette anche sulle quotazioni. Perché chi vede, forse, poi compra.

Le classiche sempre più spesso fanno capolino sui social network, tra scatti con filtri vintage su Instagram piuttosto che in cinguetti su Twitter per non parlare di post o foto su Facebook. Spopolano anche sui social di vip e personaggi famosi, spesso trend setter piuttosto che atleti o rockstar. Non si tratta di mera casualità: negli ultimi 12 mesi prima la Reuters, poi lo studio di analisti Black Book e, recentemente, un magazine come Vogue hanno sottolineato il lato social come un elemento del marketing legato al mercato delle auto d’epoca. Che potrebbe avere influenza diretta sulla valutazione.

Esagerato? Forse. Ma basta socializzare sul proprio smartphone per trovare numerosi esempi di contaminazione tra vip, rockstar, atleti e auto del tempo che fu. Una Alfa Romeo Giulia GT su Instagram risplende in una officina con sotto un Fedez che non ti aspetti, in guisa di meccanico improvvisato. Stiamo parlando di un’auto con trenta primavere in più sulle spalle dell’artista tanto amato dai giovani italiani.

Una “Ali di gabbiano” come quelle che si vedono alla Mille Miglia fa capolino, sempre su Instagram, sull’account di Nico Rosberg che dichiara di amarla. Qualche dubbio sul disinteresse è lecito, visto che il bravo pilota corre per Mercedes ma forse qualcuno può eccepire sulla scelta dell’auto? I suoi follower avranno visto e apprezzato.

Non è un segreto che i capolavori del passato vengano utilizzati dai costruttori per far luccicare brand e modelli contemporanei. La globalizzazione porta a contaminazioni e abbattimento dei confini spazio-temporali che prima non erano possibili: un tempo per conoscere le Muscle Car e la El Camino occorreva avere una discreta cultura automobilistica e una certa passioncella per le auto a stelle e strisce. Oggi invece potrebbe bastare essere dei curiosi fan di Beyonce, milioni di dischi venduti e altrettanti milioni di follower sui social, per notarla sdraiata in posa da Rockstar sul pick-up mito.

Insomma, classica è social e il rapporto sembra far bene alle star in carne e ossa e in metallo. Evidentemente fa tendenza avere un’auto particolare, non solo necessariamente costosa, e per una generazione di acquirenti di auto cresciuta con il telefonino in mano (per chi volesse approfondire il tema fotografia e social consigliamo Lo Sguardo Rovesciato, Roberto Cotroneo, Utet 2015) questi cameo più o meno studiati hanno sostituito (in parte) le chiacchiere al bar, piuttosto che le nottate passate a vedere una Delta Integrale passare tra le curve di una prova speciale.

Un esempio? Fa lo stesso se non eravate bambini negli anni 70 e quindi non siete cresciuti con un poster della Lamborghini Countach e le sue porte aperte verso il cielo: se siete nati nel nuovo millennio basta essere follower di Lapo Elkann per scoprirla visto che, senza obblighi di scuderia FCA, dichiara di amare la supercar di Sant’Agata. Niente tradimento comunque, solo una passione da affiancare alle altre: non mancano nella sua gallery Istagram vecchie 500 da spiaggia.

Difficile valutare quanto abbiano influito i passaggi sui social ma altrettanto difficile non considerare il web 2.0 un canale di marketing per classiche, youngtimer e auto particolari. Ci sarebbe da stupirsi se il noto collezionista Ralph Lauren utilizzasse le sue auto anche per cameo sui canali social del suo brand? No, infatti accade. E Mario Balotelli seduto dentro l’abitacolo di una Bugatti contemporanea colpirà l’immaginario collettivo di molti giovani al punto da farla diventare una youngtimer tra qualche anno, quando magari saranno imprenditori di successo?

E cosa dire di Cristiano Ronaldo che fotografa la sua Porsche 911 nuova di zecca: quanto aiuta a mantenere vivo il “mito”? Difficile a dirsi nell’immediato ma di certo personaggi famosi che twittano, postano o semplicemente si fanno vedere a bordo di auto sui social diventano veri moltiplicatori di notorietà. Come fa notare qualche esperto di marketing, potrebbero aumentare le valutazioni di alcuni modelli oltre che le opportunità di acquisto.

Le auto classiche per veder crescere le valutazioni devono farsi conoscere e trovare nuovi padroni: non fa certo male apparire in un film, come accaduto alla Peugeot Turbo 16 protagonista di ‘Veloce come il Vento’ e ancor meglio se la “photo opportunity” si ripete nella gallery Instagram di Stefano Accorsi immortalata in un momento di relax nel backstage, proprio come una star.

Ecco perché gli analisti di Black Book sostengono che la presenza sui social influenzi vendite e valori delle auto classiche: quelle più presenti sui social, che si tratti di post, foto o retweet, sono quelle più viste anche dai nuovi ricchi clienti giovani o relativamente giovani ed esposti ai post dei loro personaggi di riferimento. Senza contare che, se un tempo era più difficile sapere che auto guidava il proprio sportivo o attore preferito, oggi è lui stesso ad esibire la “realtà”, senza i giornali a “intermediare” per affermare e condividere il proprio status o buon gusto.

A proposito, continuando a navigare sui social, non mancano le star del settore motori: Jay Leno, con i suoi 800.000 like su Facebook posta sulla sua Lambo Espada appena restaurata. Ma basta curiosare tra gli scatti del suo garage per trovare anche una Citroën SM o una Mercedes SLR. Sulla pagina Facebook di Michael Dempsey, l’attore noto anche per "Grey’s anatomy" e noto appassionato di motori con oltre 1 milione di like dove abbondano post sulla passione per le corse, ci sono apprezzamenti per una Porsche 356.

A volte protagoniste, a volte “vallette” di personaggi famosi, le classiche sono sempre più social per passione e anche per business, tanto che ci sono agenzie specializzate nel creare contenuti e storie sulle classiche che collaborano con Case d’aste e venditori. Perché fare pubblicità non basta più, occorre lo storytelling. Ma questa è un’altra storia e ve la raccontiamo la prossima volta.

Luca Pezzoni

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