Auto / News / Personaggi
01 febbraio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Classiche domani, Tesla Model S

Avviso ai collezionisti: la prima auto elettrica di serie diventerà una classica. Lo sostiene Bob Lutz, oggi arzillo ottantenne con un passato da grande manager delle auto. Meglio mettersela in garage finché si può.

La Tesla sarà una classica destinata a future rivalutazioni? Qualcuno si era già posto il problema, ma se a dirlo è un manager con un curriculum che parla da solo (con ruoli di vertice tra BMW, Ford, General Motors e oltre sessant'anni di esperienza nel mondo dell'auto) la cosa merita attenzione.

Il concetto espresso in occasione di un incontro riservato ai collezionisti a Scottsdale, sponsorizzato da un operatore nel mondo delle assicurazioni per le auto classiche e riportato dal Los Angeles Times, non lascia spazio a dubbi, anche se è un filo più articolato e deve essere contestualizzato: la Model S è una grandissima auto che supera in prestazioni veicoli europei ben più costosi, basti pensare ai dati di accelerazione e frenata. E ancora, conviene mettersela in garage perché tra 25 anni verrà ricordata come la prima auto elettrica veloce e bella anche da guardare.

Fin qui tutto bene. Ma forse quello che piacerà meno a fan della Tesla e investitori sul titolo sono alcune parole dello stesso Lutz a corollario di questo ragionamento che fanno riferimento ai problemi finanziari del costruttore e, in particolare, al fatto che il futuro della Casa californiana potrebbe non essere così roseo.

In ottica collezionistica questo non sarebbe necessariamente un dramma: meno esemplari in circolazione significherebbe più valore, ma francamente pare presto per dirlo. Lutz, probabilmente, si è dimenticato di notare altri motivi (o forse le cronache hanno omesso di riportarli) per i quali la Tesla potrebbe avere un futuro da collezione di alto livello. Non solo elettrica, bella da guardare e veloce ma anche ipertecnologica e con un approccio al marketing e alle vendite completamente diverso.

Basti pensare alla modalità di acquisto online o appoggiandosi a pochissimi dealer selezionati; al mega tablet da 17 pollici e touch come un iPad quando ancora le case, era il 2013, approcciavano timidamente il tema, o alle funzioni di pilota automatico, ma non solo. La Model S potrebbe passare alla storia come una delle prima auto in grado di effettuare aggiornamenti via rete (tecnicamente si definisce tale procedura over the air) non solo del software multimediale ma anche relativi a modifiche prestazionali.

In occasione dell'ultimo uragano Irma ad esempio la Casa di Fremont è intervenuta via rete aumentando l'autonomia delle Model S meno dotate parificandole a quelle più costose in modo da regalare chilometri aggiuntivi ai proprietari in fuga verso mete sicure. Quindi, se andrà come dice Bob Lutz, la Model S sarà ricordata anche come la prima auto interattiva e aggiornabile da remoto.

Luca Pezzoni

Condividi
COMMENTI