Con Ruoteclassiche di marzo prosegue il nostro viaggio alla scoperta della Lancia. Prendiamo le mosse dal 1950, anno in cui debutta l’Aurelia, erede dell’Aprilia e prima vettura nuova del dopoguerra. Proseguiremo con l’Appia, svelata nel 1953, con la Flaminia, maestosa berlina del 1957, per concludere con la Flavia, prima vettura italiana di serie a trazione anteriore. Ma ampio spazio è dedicato alla nascita della Scuderia Lancia, alla D24 del 1953 e alla D50 del 1954.
Il primo V6
Nell’immediato dopoguerra i modelli Lancia sono ancora l’Aprilia e l’Ardea. Tutto cambia nel 1950, quando debutta l’Aurelia, splendida berlina dalle linee avvolgenti, con parafanghi appena accennati. Ma a distinguerla da ogni altra concorrente è il suo motore V6, il primo al mondo a essere costruito in serie: un capolavoro di 1.8 litri progettato da Francesco De Virgilio. Indimenticabili sono le versioni B20 (GT) e B24 (Spider e Convertibile). Le coupé GT diverranno le preferite dei gentleman driver e saranno la base per la nascita della Scuderia Lancia. Al reparto corse, fortemente voluto da Gianni Lancia, nasceranno le leggendarie D24, elegante Sport che tra il 1953 e il 1954 vince ben 11 gare su 17 partecipazioni, e D50, innovativa monoposto di Formula 1 con la quale si conclude nell’estate del 1955 l’avventura sportiva della Casa. Subito dopo Gianni Lancia cederà la guida dell’azienda all’industriale Pesenti ed emigrerà in Sudamerica.
Dalla compatta all’ammiraglia
Nel 1953 viene commercializzata l’Appia, prodotta fino alla primavera del 1963 e declinata in tre serie, alle quali si aggiungono la Convertibile e la berlina a due porte Lusso di Vignale, la Coupé di Pinin Farina e le GT-GTE-Sport di Zagato. Al Salone di Ginevra del 1957 esordisce l’ammiraglia Flaminia, disegnata da Pinin Farina sulla base del prototipo Florida del 1955, firmato dallo stesso carrozziere. Alla fine del 1958 arrivano le versioni a due porte con passo accorciato: la Coupé di Pinin Farina, la GT di Touring e la Sport di Zagato, alle quali si aggiunge nel 1960 la Convertibile, realizzata dalla Touring.
La prima “tutto avanti”
E giungiamo al primo modello progettato ex novo sotto l’egida di Antonio Fessia: la rivoluzionaria Flavia, che vede la luce nel 1960. Si tratta della prima berlina italiana di serie a vantare la trazione anteriore e l’impianto frenante a quattro dischi. Il motore è un inedito quattro cilindri boxer di 1.5 litri; le cubature aumenteranno nel tempo a 1.8 e a 2 litri, con alimentazione a carburatore e a iniezione meccanica. La gamma si arricchirà delle versioni Coupé (Pininfarina), Convertibile (Vignale) e Sport (Zagato).
