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18 luglio 2002 | di Redazione Ruoteclassiche

CON VOI ANCHE IN AGOSTO

Da quest’anno non vi lasceremo più, nemmeno in agosto. Vi faremo compagnia sotto l’ombrellone, vi seguiremo in montagna, entreremo nella vostra valigia ovunque andiate. Perché Ruoteclassiche sarà in edicola anche nel mese consacrato all’imperatore Augusto e alle vacanze.

Sarà un numero come gli altri, cioè eccezionale. Nel senso che conterrà, oltre ai consueti servizi dedicati alle automobili del passato e alle loro storia, un "pezzo forte" esclusivo ed esaustivo. Tema: "dune buggy", le "pulci delle dune". Provocatorie ed esibizioniste, erano il sogno dei ragazzi degli anni Sessanta, che immaginavano di guidarle in allegre scorribande sulle battigie californiane, sballottando un carico di bionde in bikini.

In quegli anni le dune buggy ottenevano parti di rilievo nel cinema, posavano nei servizi di moda dei settimanali femminili e alimentavano un piccolo, fiorente mercato, sebbene a spese di migliaia di "Maggiolini", che venivano smantellati allo scopo di recuperare i telai e gli organi meccanici necessari al loro assemblaggio.

Erano sorte numerose aziende artigiane specializzate in queste trasformazioni: Automirage, Puma, Autozodiaco, Momo, Sicra, Albar... Non era un lavoro difficile: si accorciava di due spanne il pianale del "Maggiolino" e sopra si metteva una carrozzeria di vetroresina, a metà tra la fuoristrada e la roadster anni 30, che lasciava scoperti il più possibile i grandi pneumatici e conferiva alle dune buggy un’espressione di potenza che era solo apparenza.

Ma il "1200" tutta coppia del "Maggiolino" non deludeva poi tanto, perché il peso di una dune buggy non arrivava a 600 chilogrammi e in prima e seconda c’era soddisfazione a sollevare vortici si sabbia con le ruote posteriori. Passata la moda, i pochi fortunati che si erano comprati le dune buggy nuove le rivendevano per pochi soldi a ragazzi che non potevano o non sapevano tenerle in ordine.

Intanto i costruttori avevano chiuso o erano passati ad altre attività ed era diventato difficile trovare certi ricambi di carrozzeria. Il paraurti danneggiato veniva eliminato, il fregio smarrito non poteva essere rimpiazzato, i sedili sdruciti non venivano riparati.

A poco a poco le dune buggy finivano dai demolitori o venivano abbandonate. Oggi ne rimangono poche, e pochissime sono quelle in ordine, con tutti i pezzi originali. Ruoteclassiche ne ha rintracciate un paio e le ha portate nel loro scenario di un tempo: la spiaggia, le dune, il sole, gli spruzzi d’acqua sollevati festosamente dalle ruote sulla risacca. Sarà l’occasione per ricordare costruttori e modelli scomparsi, per parlare di restauro e di quotazioni, per rivivere una stagione di spensieratezza. Un numero da non perdere quello di agosto.

Ovunque vi porteranno le vacanze, noi ci saremo.

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