Regolarità
23 luglio 2018 | di Himara Bottini

Coppa d’Oro delle Dolomiti, in archivio l’edizione n. 71

È stata la Coppa d’Oro delle Dolomiti, andata in scena lo scorso weekend a Cortina d’Ampezzo, ad aprire il sipario sul Campionato Italiano Grandi Eventi 2018. Sotto l’egida di ACI e patrocinata da ACI Storico, la gara cortinese anticipa il Gran Premio Nuvolari, previsto a settembre, e la Targa Florio (ottobre). Ufficiale la cancellazione della Coppa delle Alpi, programmata per il prossimo dicembre: se ne riparlerà nel 2019.

Al via solo i migliori. Giunta alla 71° edizione, la Coppa d’Oro delle Dolomiti ha richiamato numerosi top driver e alcune tra le scuderie più prestigiose, come Loro Piana Classic Car Team, vincitrice della classifica a loro dedicata, il Volvo Club o il Classic Team Eberhard, pronte a sfidarsi per accaparrarsi il primo posto nel Campionato Grandi Eventi. Non sono poi mancati i “grandi” della regolarità, navigati come da tradizione dalle loro instancabili mogli: da Giuliano Canè con Lucia Galliani, sulla loro Lancia Aprilia del 1938, a Gianmaria Aghem con Rossella Conti, su BMW 328 Roadster del 1938, fino a Giordano Mozzi e Stefania Biacca, su Triumph TR2 del 1955. Si sono ripresentati al via anche i vincitori della scorsa edizione, Andrea Belometti e Doriano Vavassori, su Lancia Lambda Casaro del 1929, autori di una gara impeccabile anche quest’anno, tanto da aver strappato la vittoria alle “nuove leve”, se così si può dire, Andrea Vesco e Andrea Guerini su Fiat 508 S Balilla Sport del 1934, che per questa volta si sono dovuti accontentare del terzo posto, o Giovanni Moceri in coppia con la moglie Valeria Dicembre, su Fiat 508 C del 1938.

La bagarre per la top ten. A combattere per il podio anche i veterani della disciplina, come Alessandro Gamberini, navigato da Arturo Cavalli su Fiat 508 C del 1937, che dopo aver condotto quasi tutta la gara in terza posizione sono stati sbalzati al quarto posto. Seconda assoluta invece, la coppia tutta al maschile Di Pietra-Di Pietra, anche loro con una Fiat 508 C, ma del 1938, mentre hanno lottato per tutti i due giorni di gara entro le prime dieci posizioni anche Barcella-Ghidotti, Fontanella-Malta, Cavalleri-Meini, Loperfido-Moretti, Sisti-Gualandi, Fabbri-Bertieri e Zanasi-Bertini, che alla fine hanno dovuto fare i conti con il coefficiente, o Sala-Massa e Raimondi-Adorni.

Le insidie della media. Una gara accanitissima e resa ancora più difficile da questa presenza, sempre più sentita quest’anno da quando è stata inserita obbligatoriamente sia nel Trofeo Superclassic Cup sia nel Campionato Grandi Eventi: la media. Le 8 prove di media con ben 23 rilevamenti nascosti, sono andate indubbiamente a penalizzare o a valorizzare tutti gli equipaggi indistintamente, facendo ribaltare quasi sempre la classifica alla fine di ogni settore. Alla fine i più bravi nel mantenere la media sono stati proprio loro, Mozzi-Biacca, con un totale di sole 27 penalità, non a caso seguiti a pochi punti di distacco da Canè e Aghem, i “grandi” appunto, come si diceva. Penalità che però, sommate a quelle delle 60 prove cronometrate affrontate nei due giorni di gara, non sono bastate a far raggiungere il podio.

Una gara coi fiocchi. È stata dunque una gara davvero entusiasmante, e ancora non abbiamo parlato del percorso o delle magnifiche Dolomiti che, con Cortina d’Ampezzo come fulcro della manifestazione, hanno ovviamente affascinato tutti, con strade e passi scelti ad hoc per regalare visioni suggestive tra una sessione di prove e l’altra. Alla fine al via si sono presentati in una cinquantina, ma tenendo conto dei numeri che stanno facendo ultimamente altre gare blasonate, e considerando il ritardo burocratico che ha costretto ACI, ACI Belluno, ACI Storico e ACI Sport a organizzare questa 71° edizione praticamente all’ultimo minuto, il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani non può che ritenersi soddisfatto, anche se giustamente un poco rammaricato. Ma la riuscita dell’evento e la crescita sia in termini tecnici sia in termini di spettacolo, anche grazie a sponsor importanti quali Audi, Ubi Banca e Farecantine Architettura del Vino, non fanno che ben sperare in una prossima edizione ancora più affollata.

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