Regolarità
12 luglio 2018 | di Dario Tonani

Coppa d’Oro delle Dolomiti, una settimana al via

Si sono chiuse due giorni fa, il 10 luglio, le iscrizioni alla Coppa d'Oro delle Dolomiti, classicissima di regolarità valida come prima prova del Campionato Italiano Grandi Eventi 2018. La competizione, organizzata da AC Belluno in collaborazione con l'Automobile Club d'Italia, si svolge per tradizione nel terzo weekend di luglio, come nelle edizioni storiche della corsa, dal 1947 al 1956, tutte caratterizzate come gare di velocità.

La magia di un numero. Curioso che quella di quest'anno ruoti, per ragioni diverse, attorno a uno stesso numero, il 71: sono infatti 71 anni gli anni dalla prima edizione e fino al 1971 (compreso) sono anche le vetture ammesse alla corsa. Due i giorni di competizione sulle "montagne più belle del mondo", dichiarate il 26 giugno 2009 dall'Unesco, Patrimonio Mondiale dell'Umanità: il percorso si snoderà su paesaggi mozzafiato all'interno della Regione Veneto - con diverse variazioni d'altitudine - e il passaggio nella parte alta del Cadore fino a sfiorare il confine con l'Austria, tornando a Cortina d'Ampezzo (BL) lungo la Val d'Ansiei, per poi scendere verso Alleghe, Agordo, e Belluno.

Quasi 400 chilometri. Proprio nella città capoluogo, è prevista per il primo pomeriggio del sabato una passerella in Piazza Martiri della Libertà, di fronte alla sede di AC Belluno. Entrambe le tappe partiranno e si concluderanno a Cortina d'Ampezzo nelle giornate di venerdì 20 e sabato 21 luglio; le verifiche tecniche saranno venerdì 19, mentre la domenica sarà dedicata alle premiazioni in Piazza Di Bona. In totale saranno 388,70 chilometri, con 60 prove cronometrate, 8 prove di media, 22 rilevamenti, 10 controlli orari e 4 controlli timbro.

Ricordando Bracco. Quest'anno ricorre un importante anniversario tondo: i settant'anni dalla vittoria, nel 1948, nella seconda edizione della corsa, di Giovanni Bracco, a bordo di una Maserati A6 GCS “Monofaro”, stessa vettura del secondo arrivato, il grande Gigi Villoresi (quell’anno Campione italiano assoluto). Sul terzo gradino del podio salì Soave Besana, con la Ferrari 166 Inter, prodotta proprio in quell’anno, prima vettura del Cavallino Rampante destinata prevalentemente a uso stradale.

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