Garage Band
16 luglio 2018 | di Paolo Sormani

Da George Harrison una ballata per la Formula 1

Probabilmente molti di voi non si perdono un Gran Premio di Formula 1 e si divertono a seguire i vari Vettel, Hamilton e Verstappen nelle loro mirabolanti avventure sull’arcobaleno gommistico Pirelli. Altri continuano a chiedersi quand’è stato il momento in cui hanno perso il senso viscerale della passione per la massima competizione motoristica al mondo.

Una ballata per il Grande Circus. Dove si è interrotto il filo elettrico che accelerava il battito cardiaco davanti a una “esse” infilata senza troppi calcoli, alla prima curva dopo la partenza. O semplicemente al costante senso di pericolo, di morte imminente che correva accanto alle monoposto e restava per una frazione di secondo nella visione laterale dei piloti. Sta tutta qui la bellezza di un video come "Faster" di George Harrison. Uscito nel 1979 come terzo singolo dell’album “Harrison”, “Faster” è una ballatina che corricchia nella scia della tipica produzione dell’ex-Beatles.

Niente top, ma un cuore d'oro. Non entrò neppure nella "Top 50" inglese, però ebbe il merito di sostenere economicamente la lotta contro il cancro del pilota svedese Gunnar Nilsson, che morì nel 1978, cinque settimane dopo il connazionale Ronnie Peterson. Da sempre grande appassionato di auto sportive (fra le altre, una delle cento McLaren F1 stradali da 370 chilometri orari e un milione di dollari), George Harrison accompagna “Faster” sul sedile posteriore di una Daimler guidata dal grande amico Jackie Stewart, impareggiabile nella sua divisa da chauffeur con tanto di fascia tartan sul berretto, anziché sul casco.

Con filmati originali. Ciò che rende questo video imperdibile però è la sequenza di spezzoni tratti dai filmati originali della Formula 1 degli anni Settanta. C’è tutto, ma proprio tutto: dalla Ferrari 312 alla McLaren M23, alla Tyrrell P34 a sei ruote. Una parata di campioni impareggiabile e, soprattutto, un viaggio nella meccanica pionieristica, eccitante, visionaria e maledettamente pericolosa che attirava folle di appassionati alla Formula 1. Se per il pit stop estivo c’è ancora tempo, rinfrescatevi con un concentrato di nostalgia, magari ripassando la discografia migliore del Beatle più sensibile al brivido pop della guida al limite.

Condividi
COMMENTI