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28 giugno 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Dolce Vita d’Estate, l’ultimo giorno

La terza tappa di #DolceVitadEstate comincia con la basculante di un vecchio garage di campagna che si alza su una giornata già caldissima alla nove di mattina. Non è stato facile trovare nei dintorni di Civitavecchia un soluzione di pernottamento che ci offrisse anche un paio di box sicuri e al coperto dove ricoverare le vetture per la notte. Per cui siamo costretti a ripiegare verso la periferia della città, a qualche chilometro in linea d'aria dal porto, dove - sempre parlando del film "Il sorpasso" - sono state girate alcune scene importanti, come quella del ristorante e quella di Trintignant/Mariani che sconsolato si mette alla ricerca di un pullman per tornare a Roma.

Dopo essersi abbandontemente incremati per proteggersi dal sole, i piloti si concedono una decina di minuti per una rapido maquillage di fari, vetri, gomma e carrozzeria. Poi breve escursione a pochi passi dal molo dove attraccano le grandi navi, per constatare che qui attorno tutto è molto diverso da come ci aveva mostrato Dino Risi nel 1962. Scattiamo due foto e poi via verso Roma, dove abbiamo un appuntamento che non possiamo mancare.

Nella scenografica cornice dello Stadio dei Marmi (oggi intitolato alla "Fraccia del Sud" Pietro Mennea), ci aspettano - cone le loro vetture - una decina di amici del Club Alfa Roma e della Suderia Campidoglio, venuti a rendere omaggio alle nostre due "bimbe" (fanno loro da damigelle un'Alfa Romeo 1900 Super, una Giulia Spider, una GT Junior 1300, una Lancia Flaminia e due Lancia Fulvia, di cui una spider in esemplare unico). "Capolavori che in fatto di stile non hanno mai più avuto eguali" commenta entusiasta uno di loro. "Inutile dire ch viste oggi sono di un altro pianeta".

Non c'è un fazzoletto d'ombra; il sole cuoce a la coque uomini e carrozzerie (34 gradi, verificati dal termometro delle due auto d'appoggio), tanto che il pensiero va a quanti tra qualche ora muoveranno alla volta del vicino Stadio Olimpico per il concerto di Tiziano Ferro. I tempi del nostro shooting fotografico sono contingentati, perché da qui a poco tutta la logistica dell'evento sarà in pieno fermento, così come il traffico delle zone limitrofe.

Meglio muoversi e dirigersi subito verso l'iconica via Veneto, culla della dolce vita di fellininiana memoria, dove esporremo le vetture davanti all'ingresso del Rome Marriott Grand Hotel Flora. Inutile dire che attorno a queste strade frequentate negli anni cinquanta e sessanta dal jet set internazionale e da stuoli di paparazzi, il fascino di automobili come l'Aurelia e la Giulietta Spider era in qualche modo di casa. Ora però - nell'epoca del turismo mordi e fuggi e delle comitive che si muovono come "mandrie" in mise impronibili - il glamour di quell'epoca sembra lontano secoli. Qualche straniero che rientra in hotel per prepararsi per la cena estrae il telefonino con l'intenzione di portarsi a casa il ricordo di un'Italia che ha visto probabilmente solo nei film, magari proprio nel "La dolce vita" di Fellini o negli scatti di Rino Barillari, il re dei paparazzi. Non saprebbe individuare i modelli, ma riconosce sia il marchio Alfa Romeo sia quello Lancia.

Dopo un paio d'ore a disposizione dei curiosi, la carovana abbandona le auto d'appoggio e le due macchine s'avviano una dietro l'altra per un tour serale della città: da Via Veneto al Fontanone del Gianicolo. Lungo il percorso, documentiamo con qualche scatto fotografico e la go-pro per il video il passaggio al Quirinale, all'Arco di Costantino e al Colosseo. In Piazza Venezia, veniamo affiancati da una Fiat 1500 Cabriolet, che è lieta di scortarci per un breve tratto; il proprietario aveva saputo del nostro tour e non si è lasciato sfuggire l'occasione di accodarsi ai nostri due gioielli. Lo salutiamo lampeggiando coi fari e dando due colpi di clacson.

Al momento di caricare le vetture sulla bisarca che le custodirà per la notte, facciamo però i conti con i capricci sia dell'Aurelia sia della Giulietta. Per il calore eccesssivo e le troppe soste per esigenze fotografiche le pompe della benzina si sono surriscaldate ed è stato necessario aspettare che si raffreddassero. Insomma, niente di che, ma la dimostrazione evidente che questo tipo di vetture ama viaggaire piuttosto che incolonnarsi nel traffico cittadino.

In tutto, abbiamo percorso 1015 chilometri, senza inconvenienti di rilievo; nient'affatto male per due esemplari che passano gran parte dell'anno nelle sale delle rispettive collezioni. Alla prossima quindi.

Dario Tonani

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