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25 luglio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

È morto Sergio Marchionne

Era entrato nel consiglio di Amministrazione del Gruppo Fiat nel 2003 e nel 2004 era diventato Amministratore Delegato. Artefice della scalata al Gruppo americano Chrysler, tra le sue auto ci sono le Alfa Romeo 8C (2007) e 4C (2013), la Maserati Granturismo (2007) e la Fiat 500 (2007)

Un rivoluzionario nel mondo dell'auto. Sergio Marchionne è morto a Zurigo in seguito alle complicazioni successive al ricovero presso una clinica universitaria. L’Amministratore Delegato del Gruppo FCA sarebbe rimasto in carica fino al 2019, mantenendo la presidenza della Ferrari (assunta nel 2014) fino al 2021. Lo scorso giugno era avvenuta, in occasione della consegna di una Jeep Wrangler ai Carabinieri, la sua ultima uscita pubblica. Si chiude in questo modo un’era, che ha visto il manager di origini abruzzesi operare una complessa riorganizzazione di alcuni dei marchi più importanti della storia automobilistica italiana ma, soprattutto, la scalata al Gruppo americano Chrysler (perfezionata nel 2014) e la creazione del sesto Gruppo automobilistico mondiale.

Il manager filosofo. Marchionne era nato a Chieti il 17 giugno 1952. A 14 anni si era trasferito con tutta la famiglia a Toronto, nella provincia canadese dell’Ontario. Ottenuta la prima laurea, in filosofia, presso l’Università di Toronto, conseguì a Ontario un secondo titolo, in Giurisprudenza, alla Osgoode Hall Law School dellaYork University e un Master in Business Administration alla Windsor University. Conclusi a pieni voti gli studi, Marchionne ha iniziato la sua carriera professionale come avvocato e commercialista. Nel 2003 l’ingresso nel consiglio di Amministrazione del Gruppo Fiat. Il primo giugno 2004 la nomina a numero uno del Gruppo torinese a cui si è aggiunta la nomina alla guida presidenza di Fiat Auto e, nel 2006, del Gruppo CNH, leader nella produzione di macchine agricole.

L'uomo della rinascita. L'azione di Marchionne alla guida dello storico Gruppo italiano dell’automobile, stretto in una situazione di forte indebitamento, con uno scenario molto negativo dal punto di vista finanziario e una perdita giornaliera per il Gruppo nell’ordine di due miliardi di Euro, è stata orientata al recupero di reddittività, risanamento del debito e sviluppo, per quanto riguardava l’automobile dal punto di vista industriale, della gamma prodotto con l’ampliamento dell’offerta e la nascita di nuovi modelli. Sotto la guida del manager italo-canadese sono avvenute soprattutto la nascita della nuova 500 (presentata il 4 luglio 2007, 50 anni dopo la sua progenitrice), delle Alfa Romeo 8C (prima auto che riporta il marchio alla trazione posteriore) e della successiva 4C (2013), oltre alla ristrutturazione della Maserati (nel 2013 è stata presentata la Ghibli) in chiave maggiormente orientata al lusso.

Il caso Lancia e la presidenza della Ferrari. Rimasto al palo, invece, il destino dello storico marchio Lancia, che è stato fatto oggetto di una riconversione operata su prodotti Chrysler ma che non è riuscito, nella pratica, a risollevare le vendite fiacche, oggi affidate esclusivamente alla Ypsilon. Nel 2003 la Lancia Fulvia Concept, presentata al Salone di Francoforte, aveva improvvisamente riacceso le speranze degli appassionati lancisti, ma non ebbe poi un seguito produttivo. Il 20 gennaio del 2009 ha annunciato l’accordo per l’ingresso nel capitale di Chrysler Group. E il 1° gennaio 2014 Fiat ha infine completato l’acquisizione di Chrysler. Nel 2011 ha rivoluzionato anche la Ferrari, presieduta dai primi Anni Novanta da Luca Cordero di Montezemolo, assumendone la presidenza.

Il rilancio dell'Alfa Romeo. Una vita di grandi successi finanziari e commerciali che sarà ricordata dai collezionisti di auto soprattutto per aver rilanciato il marchio Alfa Romeo nel mondo, ripescando la trazione posteriore, e per aver dato alla Ferrari un’immagine ancora più esclusiva anche attraverso la produzione di hypercar e di vetture in piccola serie destinate ai clienti più esclusivi. Oltre che al rilancio della Maserati. Il capolavoro resta però la Fiat 500, e la creazione dei suoi spin off, che è riuscito a imporre come vettura di culto nei più importanti mercati mondiali.

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