Personaggi
08 novembre 2018 | di Gaetano Derosa

Elton John: “Le auto d’epoca? Meglio dei vestiti”

Per l’eccentrico Reginald Kenneth Dwight, in arte Elton John, le auto sono da sempre più importanti dei suoi vestiti, di scena o da ricevimento essi siano.

“Ho sempre amato i bolidi e le auto di lusso, e appena ho potuto permettermeli, ho dato pieno sfogo alla mia fantasia”. Ecco perché nei vari garage di Elton John, uno dei maggiori artisti contemporanei, che con la sua intensa attività musicale ha contribuito notevolmente alla diffusione del pianoforte rock, si trova veramente di tutto.

Ferrari, Rolls-Royce, Maserati, Aston Martin, McLaren ma soprattutto Jaguar. Per l’autore di pezzi fantastici come Your Song, Rocket Man, Candle in the Wind (dedicata a Marilyn Monroe e poi a Lady Diana nel 1997), Goodbye Yellow Brick Road, Crocodile Rock, Daniel, Don't Let the Sun Go Down on Me, Don't Go Breaking My Heart e Sacrifice la devozione per la Casa di Coventry è praticamente sconfinata. Nel corso della sua cinquantennale carriera ha venduto ufficialmente più di 400 milioni di dischi e collezionato ben 100 Jaguar d’epoca, oltre a convincere anche parecchi suoi amici come il coautore Bernie Taupin, con cui forma, musicalmente parlando, una coppia fissa dal 1967, a diventare a sua volta collezionista di auto del Giaguaro pur non amando le automobili.

Jaguar, compagne inseparabili. Inserito nel 1994 nella Rock and Roll Hall of Fame, Sir Elton John ha avuto un “solo momento di dubbio e di dolore”, nel 2001: sommerso dalle enormi spese legali da pagare (11,5 milioni di dollari) dopo aver perso la causa contro il suo ex socio d’affari, decise di “sfoltire” la sua collezione, privandosi di oltre 20 pezzi. Vennero messe all’asta diverse Bentley del dopoguerra, una Rolls-Royce Phantom VI, una Ferrari Testarossa prima serie e anche numerose Jaguar, quest’ultime peraltro poi ricomperate negli anni successivi. “Guai a privarsi di una ‘gattona’, non ci dormirei la notte”, questo il motto del grande pianista rock, che ha sempre odiato la parola “snob” ma oggi può vantare, tra l’altro, una ventina di XK costruite dal 1949 al 1958 di colori differenti, da abbinare al vestito del giorno. Se non è snob, perlomeno è chic…

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