La Fiat Abarth 131 SE035 del 1979 in scala 1:18, prodotta dall'italiana Maxima, appartiene alla classe di auto create non per piacere esteticamente, ma come banco di prova per soluzioni estreme, in un’epoca in cui i reparti corse esageravano in tutto senza pensarci due volte. La sigla SE035 identifica un progetto sviluppato a fine anni 70 dalla Casa dello Scorpione, allora già nell'orbita Fiat, portando la 131 Racing in chiave agonistica, sperimentando a livello meccanico e aerodinamico concetti che diverranno comuni negli anni 80.
Aerodinamica anni 70
Esteticamente, oltre al rosso lucido, l'occhio cade sulla muscolatura del modello: passaruota allargati, carreggiate generose, spoiler anteriore pronunciato e un alettone posteriore XXL. Il frontale offre una precisa ricostruzione della calandra nera con al centro la scritta “Fiat Abarth” ben leggibile tra le coppie di fari realizzate, come sempre, con buona trasparenza. Il cofano evidenzia, attraverso dettagli come prese d'aria e ganci di chiusura, l'indole sportiva senza compromessi. Osservando il modello lateralmente è impossibile non soffermarsi sui particolari cerchi e pneumatici bicolore, il tutto ben misurato per replicare l'assetto piantato e aggressivo dell'esemplare reale.
Un esperimento per intenditori
Non sono previste aperture, ma la vista dell'interno, grazie alle superfici trasparenti, è ampia: non c’è nulla di superfluo come su ogni prototipo che si rispetti, il roll-bar è proporzionato e protegge i sedili avvolgenti con cinture Sabelt in evidenza. La plancia mantiene l’impostazione di base della 131, ma l’atmosfera è quella di una vettura laboratorio. A livello di collezionismo non è l'Abarth più famosa, ma per chi colleziona passaggi tecnici fondamentali è un modello da esporre con orgoglio in scuderia: rara, sperimentale, figlia di un’epoca irripetibile. Tre le versioni già disponibili sul sito del produttore (www.carmodel.com) a 164,00 euro.
