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18 gennaio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Fiat Tipo, i suoi primi trent’anni

La media della Casa torinese questo mese taglia il traguardo delle trenta primavere, diventando d’epoca a tutti gli effetti. Erede naturale della Ritmo, è stata presentata nel gennaio 1988 e prodotta fino al 1995 in quasi due milioni di esemplari. Oggi le versioni più sportive fanno sognare i collezionisti più giovani.

Come la Croma, anche la Tipo faceva parte di un progetto multiplo: dal pianale “Tipo 2” della nuova berlina a due volumi, infatti, nacquero anche la Fiat Tempra e la Lancia Dedra. L’assemblaggio della vettura, in larga parte affidato a moderni sistemi di automazione, avveniva presso lo stabilimento di Cassino, in provincia di Frosinone. I motori disponibili al lancio erano cinque, tre a benzina (tra cui un 1.1 strettamente derivato dal Fire della Uno) e due diesel (di cui uno sovralimentato). I nuovi 1.4 e 1.6 a benzina derivavano dal monoalbero di 1301 cm³ montato sulla Uno e, prima ancora, su 127 e Ritmo; rispetto a questa unità, le modifiche  riguardavano principalmente il collettore di aspirazione e la testata. Per quanto riguarda i propulsori a gasolio, sia il 1.7 diesel che il 1.9 turbodiesel erano evoluzioni dei motori che equipaggiavano Ritmo e Regata.

La Tipo veniva fornita in due livelli di allestimento: base e “Digit”. Quest’ultimo, ribattezzato “DGT” dopo qualche mese, aveva una dotazione di serie più ricca e prevedeva l’adozione della strumentazione digitale. Nel 1989 nacque la 1.8 i.e. 16V, versione sportiva della gamma dotata di un bialbero di 1756 cm³ a 4 valvole per cilindro da 136 CV (204 km/h e appena 8,5 secondi per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo). Due anni più tardi, al Salone di Ginevra fu presentata la 2.0 i.e. 16V (145 CV e 207 km/h), modello che rimase in listino fino all’inizio del 1993. All’estate del 1990 risale il lancio dei motori 1.8 e 2.0 a iniezione elettronica (rispettivamente da 109 e 113 CV) e della Selecta (disponibile con motore 1.4 e 1.6), dotata di una trasmissione automatica a variazione continua. La nuova gamma esordì nel 1991: sparite le denominazioni “AGT” e “DGT”, in aggiunta al modello base comparvero i due nuovi allestimenti “S” (con alzacristalli elettrici anteriori e chiusura centralizzata) e “SX” (con idroguida e nuovi rivestimenti interni).

Nel 1993, con la nascita della seconda serie, la Tipo si rinnovò su diversi fronti: nuovi fari anteriori (di dimensioni ridotte) e nuova calandra, oltre a una versione a tre porte (rivolta specialmente al mercato del Nord Europa, dove questa variante di carrozzeria era molto apprezzata). Fu rivolta anche una maggiore attenzione alla sicurezza passiva: la nuova vettura era dotata di una scocca irrobustita, di barre antintrusione alle portiere e dell’airbag per il guidatore.

Alberto Amedeo Isidoro

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