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05 novembre 2018 | di Maurizio Schifano

Fiera di Padova, a spasso tra sorprese e rarità

Non soltanto la più grande fiera italiana dedicata ai veicoli storici e al suo indotto, ma anche quella ancora in grado di stupire un pubblico ormai smaliziato.

Questa è Auto Moto d’Epoca di Padova. Una rassegna che, oltre alle “solite” Alfa Romeo, Ferrari, Lancia, Mercedes e Porsche, solo per citare le marche più gettonate, ha visto esposte vetture decisamente meno scontate e perciò più interessanti.

La monovolume sconosciuta. Nel piazzale tra i padiglioni 4-5 e 7-8 abbiamo subito notato la strana monovolume su base Fiat, con fari anteriori 126, fanali posteriori 850, abbigliamento vario e meccanica a motore posteriore, quindi 850: si tratta di un minibus disegnato da Bertone e utilizzato dalla Fiat per accompagnare i visitatori all'interno dei propri stabilimenti. Al suo fianco, una Kübelwagen Typ 82, in dotazione alla Wehrmacht nella seconda guerra mondiale, mai restaurata e quindi discretamente conservata, sebbene con qualche intervento artigianale. Vettura di per sé non così rara ma insolita nel contesto di Padova, questa Volkswagen militare mostrava una livrea Panzergrau che lasciava intravedere una sottostante verniciatura Gelbbraun adottata dall’Afrika Korps. Probabilmente la sua prima destinazione era stato il fronte nordafricano.

La Ford che non t'aspetti. Poco lontano, una Fiat 1100 Militare, una vettura decisamente più rara e, in questo caso, ben restaurata, seppur non di recente. Tra le auto all’interno dei padiglioni, si distingueva l’unica Ford Taunus presente: una 17m P3 4 porte del 1962 con motore 1700, conservata, solo riverniciata nella livrea bicolore originale, ma purtroppo reimmatricolata di recente (le targhe però erano di foggia retrò); era in vendita a 16.000 euro. Restando in ambito Ford, ma sulla produzione della Casa madre americana, ci siamo imbattuti in una rara Edsel Corsair del 1958, la cui “bruttezza”, condivisa con una gamma di modelli protagonisti di un clamoroso insuccesso commerciale, oggi è pari alla rarità.

Rare e preziose. Trattando di auto rare, non potevamo non citare una BMW 600 del 1958, con documenti tedeschi; si presentava in condizioni da concorso, perciò era in vendita a 34.900 euro. Poi una Fiat 500 Sport del 1958, magnificamente restaurata mantenendo rigorosamente le specifiche originali; era proposta a 46.000 euro. Infine, una Simca Aronde modello 1956 in versione Grand-Large, quella a due porte con padiglione senza montanti centrali e abbondanti profili di alluminio lucidato; frutto di un restauro “disinvolto” (la tappezzeria interna, ad esempio, era quasi certamente di fantasia), quest’esemplare, comunque in condizioni più che discrete, era in vendita a 14.500 euro. Niente male, dunque, per chi era a caccia di pezzi particolari.

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