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18 giugno 2013 | di Redazione Ruoteclassiche

Fine del monopolio Asi?

Sarà vera rivoluzione? Per il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani (foto) sì. Stiamo parlando dell’attenzione che l’Automobile Club d’Italia ha dedicato queste settimane ai mezzi storici attraverso la costituzione di un registro che diventerà punto di riferimento per gli appassionati e consentirà loro di veder riconosciuto ai propri veicoli lo status di storicità senza necessità di iscriversi a un sodalizio.

“La sfida è sul piano culturale”, afferma Sticchi Damiani, “e cioè contro l’antico pregiudizio secondo cui l’auto d’epoca è un bene di lusso”. E aggiunge: “l’Aci ha la storia, la tradizione, il know how e le strutture per il rilascio di certificati e documenti per poter fruire delle facilitazioni tributarie e assicurative, oltre che per l’organizzazione di raduni, mostre e incontri”.

Quando sarà operativo l’Aci Storico? “I tempi potrebbero essere lunghi” osserva il nostro direttore Raffaele Laurenzi: “L’Asi ha una storia e un’esperienza e, con 205.000 soci, 263 club federati, 38 club aderenti, è una potenza presente su tutto il territorio. Difficile organizzare un raduno senza l’Asi.

Dal canto suo, l’Aci ha gli sportelli e il personale. Credo che la sfida sarà politica”. Paolo Mazzetti, responsabile servizi editoriali della Mille Miglia, crede nei propositi di Aci Storico: “Sarà un pericoloso concorrente per l’Asi. Rompendo un monopolio potrebbe far tornare l’ente torinese agli scopi per i quali è nato. I club meno importanti potrebbero chiudere per il crollo degli iscritti”.

Gippo Salvetti, presidente dell’Alfa Blue Team: “il fatto che l’Asi abbia l’esclusiva sul settore non è corretto, ma non vorrei che aggiungendo l’Aci il monopolio diventasse un duopolio... Preferirei che tutte le auto con più di 30 anni si dichiarassero storiche d’ufficio”.

Edoardo Magnone, presidente Registro Fiat, ritiene che per la loro associazione cambierà poco: “A noi non interessa chi si iscrive solo per le agevolazioni fiscali o assicurative”.

(Alfredo Albertini)

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