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01 aprile 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Forest Punk, quando la ruggine diventa arte

Raccolte in un libro le immagini più belle del fotografo tedesco Dieter Klein sulle auto abbandonate che la natura tenta di inghiottire. Non c’è dubbio: quando si tratta di auto la ruggine esercita un fascino indescrivibile sugli appassionati di quattro ruote e, in particolare sui fotografi. Se ne è avuto un esempio in febbraio con il grande successo dell’asta relativa alla collezione Baillon: 59 vetture di prestigio abbandonate per quasi cinquant'anni in un campo della campagna francese e vendute tutte a prezzi da capogiro.

La ruggine è sinonimo di abbandono, di rinuncia alla vita, testimonia il distacco, spesso forzato, delle persone da oggetti che volenti o nolenti sono appartenuti al loro passato. La ruggine parla di decadimento ma non di perdita della speranza, narra di auto pronte a rivivere se solo fosse data loro una seconda possibilità, che resistono stoicamente alla definitiva scomparsa con una forza che tiene testa anche alla natura circostante, decisa a inghiottirle per sempre, ma quasi sempre senza successo.

È di questo che raccontano le fotografie del tedesco Dieter Klein raccolte in un libro di recentissima pubblicazione dal titolo “Forest Punk” e acquistabili on line sul suo sito. Le sue sono immagini di cimiteri di auto dove la natura sembra avere il sopravvento, ma anche di auto abbandonate che dopo tanti anni sono diventate loro stesse parte della natura. Fotografie scattate in tutto il mondo che non vogliono denunciare ma restituire a queste auto una dignità storica grazie a immagini di grande fascino e suggestione.

Un po’ come quelle in mostra in questi giorni (fino al 15 maggio 2015) al Museo dell’Automobile di Torino, scattate da Alberto Dilillo (responsabile del Centro Stile Lancia e appassionato do fotografia) nel bosco di Kaufdorf, vicino Berna, dove sin dal 1935 Franz Messerli aveva raccolto oltre 850 auto da demolire.

G.M.

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