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01 March 2001 | di Redazione Ruoteclassiche

FUSIONE FREDDA

La lunga notte sulle strade alpine scalda gli animi e favorisce l'affiatamento di piloti e coéquipiers. I migliori trenta si disputano la vittoria sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio. Tre Porsche "356" monopolizzano il podio con Giansante-Perbellini primi davanti ai coniugi Aghem e Valseriati-Sabbadini.

Gino Danieli, tracciatore del percorso, è riuscito nel miracolo di rendere agibili le strade della Winter Marathon 2001. I passi Lavazzè, Pordoi, Falzarego, Parola, Campolongo, di nuovo il Pordoi e poi il Sella sono stati affrontati senza timori dalle vetture d'epoca impegnate nella competizione. Partiti da Madonna di Campiglio venerdì pomeriggio, i partecipanti vi hanno fatto ritorno sabato dopo una notte di gara. In testa, Giansante-Perbellini su Porsche "356". I primi trenta equipaggi in classifica sono stati ammessi alla prova sul laghetto ghiacciato di Madonna di Campiglio. Nella sfida finale, Giansante e Perbellini hanno avuto la meglio sui coniugi Aghem, Porsche "356 A".

La gara, definita anche "Mille Miglia delle nevi", esercita sugli appassionati d'auto storiche una seduzione dalle molte sfaccettature. Tra queste ci sono sicuramente l'attesa e la preparazione. La prima mossa è la più semplice: si va dal meccanico di fiducia per la messa a punto del motore, mettere l'antigelo e "smagrire" la carburazione per una migliore resa in alta montagna. Più difficile la seconda operazione, ovvero reperire i pneumatici "giusti". Ideali sarebbero le moderne gomme termiche, ma trovare le misure corrette è un'impresa da pochi. Per le vetture più anziane si deve ripiegare su coperture datate o sui "ricoperti". Poi, qualche prova in un piazzale con gli amici di scuderia, una settimana ad ascoltare le previsioni del tempo e, finalmente, arriva il giorno in cui si comincia a fare sul serio. Il divertimento, in ogni caso, è assicurato.

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