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23 December 2019 | di Andrea Zaliani

Geronimo La Russa: “Milano avrà un monumento dedicato ad Alberto Ascari”

Un doveroso omaggio di Ac Milano per un pilota che ha onorato l'Italia con due titoli mondiali di Formula Uno

“Sono particolarmente felice della decisione del Comune di Milano e della Sovraintendenza di accogliere l’offerta dell’Automobile Club Milano di realizzare - senza costi per l’Amministrazione comunale - un monumento dedicato al pilota e Campione del Mondo di Formula 1 Alberto Ascari. Il monumento ad Ascari, che sarà posto nell’omonimo largo, vuole rendere indelebile il ricordo di uno sportivo milanese che con le sue vittorie ha contribuito a tenere alto il prestigio italiano nel mondo”. Dichiarazione rilasciata da Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano, dopo aver ricevuto il benestare dalla Sovrintendenza, dalla Commissione del Paesaggio e dal Municipio 6 di Milano alla posa del monumento in largo Ascari a Milano, quartiere Romolo. “Ascari è l’ultimo italiano ad avere vinto il titolo iridato della Formula 1 ed è l’unico ad averlo vinto due volte. Giusto che Milano, sua città natale, lo ricordi in modo adeguato”.

Una vera leggenda. Originario di Milano, dove nasce il 13 agosto del 1918, ha disputato in tutto 32 GP validi per il Mondiale, vincendone 13 e salendo sul secondo gradino del podio per quattro volte. Nel suo palmarès figurano i titoli iridati di F1 del 1952 e del 1953, entrambi conquistati con la Ferrari. Figlio di Antonio, grande campione del periodo tra i due conflitti mondiali, inizia a gareggiare con le moto, prima di debuttare con le quattro ruote alla Mille Miglia del 1940 alla guida di una Auto Avio Costruzioni. Alla ripresa delle corse, dopo la Seconda Guerra Mondiale, vince svariati GP prima della nascita del campionato di Formula Uno del 1950. Alla Ferrari dalla prima stagione fino al '53, arriva secondo nel Mondiale del '51 e si aggiudica quelli del '52 e '53 sbaragliando gli avversari con la 500 F.2. Ciccio, come viene soprannominato per il suo fisico, è sul tetto del mondo, tanto che nel '54, anno che lo vede passare alla Lancia, si aggiudica anche la prestigiosa Mille Miglia. Il '55 gli è fatale. A Monaco, durante il GP che disputa con la Lancia, cercando di tenere testa alle Mercedes, finisce in mare cin la sua vettura, rimediando solo qualche contusione. Pochi giorni dopo, il 26 maggio del 1955, morirà durante un test a Monza, alla guida della Ferrari Sport dell'amico Eugenio Castellotti.

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