Auto
26 giugno 2018 | di Elisa Latella

Giaur, 60 anni dopo l’avventura continua

La casa automobilistica meccanica Taraschi, negli anni Cinquanta, collaborando con l’azienda romana Giannini, aveva dato vita al al marchio Giaur (dalla fusione delle parole Giannini ed Urania, precedente marchio della Taraschi), realizzando così 48 vetture da competizione, dalla monoposto alla gran turismo.

Persa e ritrovata. Stiamo parlando di una Giaur 750 sport con motore G1-085 elaborato dai fratelli Giannini di Roma e telaio Taraschi BT-004. La storia di una di automobili ce l’ha raccontata Giuseppe De Angelis, appassionato di auto storiche. Ed è una storia di corse, di auto, di motori, di ricordi di famiglia. Questa Giaur 750 sport viene immatricolata da nuova nel 1950 con la targa TE 6004 per partecipare subito dopo alla 17° Mille Miglia: al volante c’è il pilota abruzzese Italo Arlini Di Brigida.

Alla Mille Miglia. Nel 1951 l’auto passa poi a Gustavo Laureati di San Benedetto del Tronto e corre la 18° Mille Miglia con Elio Celani. Due anni dopo, con alcuni aggiornamenti della carrozzeria necessari per le variazioni nei regolamenti, la vettura partecipa alla 20° Mille Miglia (161° posizione assoluta e 11° di gruppo). Nel 1953 i fratelli Francesco e Vincenzo De Angelis di Ascoli Piceno l’acquistano dall’amico Laureati. Sperimentano l’auto nella seconda metà del 1953 in diversi circuiti e poi si iscrivono nel 1954 alla 21° Mille Miglia: 156° posto assoluto e il 12° di classe.

Evoluzione continua. Ma la tecnica va avanti e inizia ad essere prodotta la più veloce Giaur Sport Champion con motore G2. Forse proprio per questo motivo l’auto viene tenuta quasi ferma nel 1955 per poi essere ceduta. Intanto i fratelli De Angelis, nello stesso anno, corrono la 22° Mille Miglia con una Fiat 1100 di recente trovata a Brescia e ora in Olanda. Nello stesso anno la Giaur viene scambiata infatti con un’Alfa 1900 di proprietà del pilota Alfredo Tinazzo, il quale, nel 1959 muore in gara a Monza in un grave incidente.

I retroscena della vicenda. E questo evento è importante nella ricostruzione dei fatti: l’attuale proprietario della Giaur, Giuseppe De Angelis, è stato a lungo convinto che l’incidente avesse coinvolto l’auto appartenuta al padre. Nell’aprile del 2011 curiosando su internet Giuseppe scopre per caso che Tinazzo era deceduto a Monza nel 1959 ma con una De Sanctis Formula Junior, dettaglio confermato da una copertina della Domenica del Corriere che rappresentava l’incidente. Insomma la Giaur appartenuta al padre è in circolazione, si può ancora ritrovare. De Angelis fa un salto al Pra di di Ascoli Piceno con una foto della Giaur in cui si legge il numero di targa AP 10895. La vettura è “viva e vegeta” e non è neanche troppo lontana: nel 1999 è tornata nelle Marche, quindi a poca distanza da Ascoli Piceno.

Ritorno a casa. De Angelis non perde tempo: contatta gli eredi dell’intestatario e con foto e documenti ritrovati si presenta dalla vedova. La signora mostra l’auto del marito, che coincide perfettamente con quella delle foto. Commossa dalla lunga ricerca, la proprietaria promette che dopo un breve confronto con un conoscente e qualche altro interessato, gliel’avrebbe venduta. Una promessa mantenuta: il 23 aprile 2011, sabato di Pasqua, la Giaur alle ore 13 circa fa ritorno ad Ascoli Piceno dopo ben 57 anni.

Passione senza tempo. Non è solo un pezzo da museo. Dopo un restauro durato circa un anno l’auto è tornata a correre: Giuseppe De Angelis ha partecipato di nuovo a due Mille Miglia (2015 e 2017) oltre che a numerosi raduni in giro per l’Italia. Il motore è stato rielaborato dopo circa 60 anni sempre dall’officina Giannini di Roma in cui era stato costruito e poi revisionato. Un ultimo particolare: Giuseppe de Angelis conserva ancora tra i documenti del padre la ricevuta del 1953 per la revisione operata dall’impresa F.lli Giannini, al costo di 2.500 lire. Anni diversi, prezzi diversi. Identica passione però, a distanza di tanto tempo.

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