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23 maggio 2008 | di Redazione Ruoteclassiche

GRANDE SPETTACOLO POP CON QUALCHE VIP

Nuova Mille Miglia, vecchio copione: c'era molta attesa per conoscere i cambiamenti apportati dalla nuova gestione, ma quella che Enzo Ferrari definì "la corsa più bella del mondo" possiede un fascino che la rende superiore a qualsiasi innovazione.

Ci sarà tempo per discutere gli aspetti più o meno positivi; ciò che conta è che l'edizione 2008 si è conclusa senza intoppi, mantenendo il ruolo di icona dell'automobilismo storico. Lo spostamento d'attenzione su Roma potrebbe risultare utile per destare l'interesse degli ambienti politici della capitale, in vista dell'approvazione della nuova legge sui veicoli d'epoca. Pur se Brescia, sentendosi trascurata, ha salutato con meno calore la sua corsa - tra lo stupore degli habitué stranieri - la maggior propensione alla comunicazione e la trasmissione di Rai 1, condotta da Pippo Baudo e Federica Balestrieri, hanno contribuito ad accrescere il coinvolgimento popolare.

Tra i vip presenti, i più acclamati sono stati Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri, le "iene" televisive (ottantasettesimi con una BMW "327/328"), e Mika Hakkinen, costretto però al ritiro. Per i partecipanti, l'esordio degli organizzatori è da promuovere, anche se non a pieni voti: apprezzato lo stile e la logistica; meno convincenti la qualità complessiva delle vetture in gara e la spettacolarizzazione a scapito della tradizione storica.

Molto discussi i coefficienti delle vetture: Canè, nove volte vincitore, si è prima ritirato ed è poi partito a bordo di una Ferrari "340 America" di uno statunitense. A funzionare perfettamente è stata la squadra del museo Alfa Romeo, voluta e condotta da Pasquale Oliveri, che ha portato alla terza vittoria la "6C 1500 SS" del 1928 condotta da Luciano Viaro con il figlio Antonio.

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