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11 gennaio 2017 | di Redazione Ruoteclassiche

Hangar find: un nuovo concetto di “auto conservata”

Dagli Stati Uniti arriva una storia che tocca il cuore e la passione di chi ama le auto classiche. Anche perché, per la prima volta, siamo di fronte a un hangar find. Eravamo abituati ai barn find, i fienili che nascondevano tesori a quattro ruote, ritrovati spesso in stato di abbandono ma il cui valore storico ed economico era ingente. Adesso, dalla cittadina di Svensen, sulla costa dell’Oregon, arriva il primo ritrovamento all’interno di un hangar.

Qui Wally Nygren ha riscoperto una parte del suo passato. Nel 2016, dopo la morte della madre Rosalie, ha fatto ordine nella sua vita. E ha aperto quell’hangar abbandonato dove suo padre Sygurd – scomparso nel 2013 – conservava tre piccoli aerei da turismo.

La passione di Sygurd per il volo si spiega bene: l’uomo, di origini scandinave, era cresciuto nell’orfanotrofio della cittadina americana. A 18 anni si è arruolato nella marina mercantile e ha preso il brevetto da pilota. Ha combattuto la seconda guerra mondiale e servito la patria anche dopo il conflitto restando in Marina e mettendo su famiglia nella città dove era cresciuto, sulla West coast. Quindi ha sempre coltivato la passione per il volo anche nel tempo libero. E ben presto si innamorò di una vettura che vide nell’autosalone di Max Hoffman, sul Sunset Boulevard di Los Angeles.

Era il 1955 e Sygurd Nygen, affascinato dal mondo dell’aviazione, vuole a tutti i costi comprare quella bellissima Mercedes 300 SL Gullwing: le sue portiere ad apertura verticale, quel look filante e le sue prestazioni la rendevano ai suoi occhi una sorta di aeroplano su quattro ruote. A dire il vero avrebbe voluto il modello con scocca in alluminio, ma andava ordinato direttamente in Germania e lui non voleva aspettare tutto quel tempo.

Così mise mano al portafogli e comprò l’esemplare che era in vetrina. Il modello era stato fatto fare con le specifiche richieste da Hoffman, il concessionario che con le sue intuizioni è stato il padre di questa vettura: vernice rosso fuoco (più specificatamente, il DB534 Feuerwehr Rot) e una sgargiante tappezzeria originale con fantasia plaid. L’auto, con strumentazione inglese, è uscita dalle catene di montaggio il 23 febbraio di quell’anno ed è finita tra le sapienti mani di Sygurd Nygen. Che la usò molto poco: appena 31.239 miglia percorse (50.274 km) in 20 anni di vita.

Negli anni ’60, Nygen vi montò anche un’autoradio a cassette con impianto di diffusione a sei casse, preso da una berlina 300d Adenauer. Dopo il 1976, forse per un problema meccanico alla pompa dell’olio, Nygen non rinnovò la targa e parcheggiò l’auto, così com’era, nell’hangar dove custodiva gli aerei. Non prima, però, di averla coperta col telone Mercedes e con dei teli antiacqua, per prevenire gli eventuali danni che avrebbe potuto provocare l’umidità.

L’auto è stata congelata nel tempo per 40 anni, fino a quando il figlio Wally l’ha scoperta in quel deposito di Svensen, Oregon, esattamente come suo padre l’aveva lasciata. Come una capsula del tempo, al suo interno sono stati ritrovati i tagliandi ufficiali fatti fare dal concessionario Mercedes Rasmussen, gli attrezzi per la manutenzione originali, i manuali e i libretti d’epoca e anche una copia del 1961 di The Star, a tetsimonianza del fatto che Nygen era membro del Mercedes-Benz Club of America.

Adesso, la casa d’aste Gooding & Company, contattata dal figlio di Nygen per una valutazione, ha tra le mani un oggetto più unico che raro (verrà battuto il 20 gennaio con una stima che varia da 900.000 a 1,1 milioni di dollari). E un nuovo paradigma che definisce il concetto di “auto conservata”.

Marco Gentili

TAGS Mercedes
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