Honda inventa il navigatore: quanto costava 45 anni fa
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01/05/2026 | di Andrea Paoletti
Honda inventa il navigatore: quanto costava 45 anni fa
Offerto per la prima volta nel 1981 sulla versione giapponese della Accord, era voluminoso e macchinoso nell’utilizzo, ma fantascientifico
01/05/2026 | di Andrea Paoletti

Oggi usare un navigatore in auto o consultare una mappa sullo smartphone è un gesto quotidiano, ma le origini di questa tecnologia risalgono a quasi mezzo secolo fa. Il primo navigatore per auto, sviluppato dalla Honda, rappresenta una delle innovazioni più significative nella storia dell’automobile. Per chi ricorda atlanti stradali e Tuttocittà, è l’inizio di una rivoluzione che ha cambiato per sempre il modo di viaggiare.

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L’ispirazione dai carri armati

Bisogna tornare indietro di 50 anni, quando Katsutoshi Tagami, responsabile dello sviluppo dei famosi generatori portatili Honda, fu contattato da Tadashi Kume, Direttore Generale del Centro di Ricerca e Sviluppo, che gli disse: “Voglio che tu ti occupi delle apparecchiature elettroniche per automobili. Il tuo compito è quello di portarci al livello degli altri produttori e, infine, superarli". Ordini così perentori sono un classico della cultura giapponese, dove dire “non posso” è un’opzione non contemplata, e quindi il buon Tagami si rimboccò le maniche per scoprire nuove tecnologie da applicare alle Honda. Durante una visita a un poligono di tiro, rimase affascinato nel constatare come il cannone dei carri armati fosse in grado di mantenere un assetto costante rispetto al bersaglio, nonostante il mezzo fosse in movimento: merito del giroscopio, che diventò subito oggetto di studio del Centro di Ricerca e Sviluppo.

Gli esperimenti con il gas elio

La scoperta che un giroscopio è composto da oltre 200 pezzi non scoraggiò il team, che però si rese conto che non poteva essere adattato alle auto prodotte in serie. Iniziò così la sperimentazione di un sistema a gas, che sfruttava elio espulso da un ugello e soffiato su due fili riscaldati. L'unità registrava i cambi di direzione rilevando le differenze di temperatura tra i due fili, ma nonostante questo tipo di giroscopio impiegasse solo otto componenti, non era molto preciso e spesso era impossibile individuare con esattezza il punto zero. L’idea di applicare questo sistema a delle mappe stradali risale al 1977, dall’intuizione di un membro dello staff che - dopo aver risolto buona parte dei problemi di precisione - iniziò a sperimentare se il sensore fosse in grado di seguire il percorso e, in seguito, se potesse individuare la propria posizione in base alla conformazione della strada e alla direzione di marcia dell'auto. Questo divenne il punto di partenza per il primo sistema di navigazione automobilistico al mondo: l'Honda Electro Gyrocator che, per ovviare all’imprecisione delle rappresentazioni cartografiche dell’epoca, si decise che sarebbe stato basato su mappe create specificatamente.

Il momento decisivo

All'inizio del 1981 si tenne il test finale: Tagami, alla guida di una Honda sulla quale era stato installato questo sistema sperimentale, avrebbe dovuto accompagnare Kume a casa propria, a Tokyo, di ritorno da un incontro di concessionari a Suzuka. Kume cerchiò la posizione della sua abitazione sulla mappa ed ebbe inizio questo storico primo viaggio “navigato”: naturalmente Tagami non conosceva l'esatta posizione di casa di Kume e, dopo aver superato strade e autostrade, arrivati ormai nella caotica capitale, osservò con trepidazione l'indicatore sul monitor che si avvicinava al cerchio. Fermò l'auto e con un filo di voce disse: «Credo che casa sua sia da queste parti». Dopo un attimo di silenzio, Kume rispose: «Bene, test superato. Casa mia è proprio lì di fronte». Nell'agosto dello stesso anno l'elettrogiroscopio Honda fu introdotto come optional per la seconda generazione dell'Accord, dopo il coinvolgimento dell’Alpine, noto marchio di impianti stereo per auto, che si occupò del supporto fisico. Il prezzo era stratosferico, circa 300 mila yen, all’epoca un quarto del valore dell’auto.

Una pietra miliare

L'Electro Gyro-Cator era ufficialmente il primo sistema di navigazione al mondo per automobili e sfruttava esattamente il giroscopio a gas elio inventato dal team di Tagami. Un sistema che riusciva a rilevare accelerazione e rotazioni sul proprio asse per determinare la posizione della vettura all’interno delle mappe trasparenti, contenute dentro l’unità e visualizzate su uno schermo CRT da sei pollici. Una pietra miliare per il mondo dell’automobile, insignita nel 2017 con il riconoscimento IEEE Milestone “come fattore determinante per la diffusione globale dei sistemi di navigazione automobilistica basati su mappe e per il contributo alla definizione di uno standard globale per tali sistemi”. Insomma, ogni volta che impostiamo una destinazione sul navigatore - e consapevoli che nel frattempo la tecnologia ha letteralmente fatto passi da gigante - sarebbe educato pensare a quel gruppo di pionieri alla Honda tra la seconda metà degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 e alla loro intuizione, pensata per aiutare tutti gli automobilisti a non perdersi più per strada. Insomma, bisognerebbe dire «Arigatōgozaimasu Tagami-san!».

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