Auto
16 January 2006 | di Redazione Ruoteclassiche

I PRIMI PASSI DI BERGONZONI

Èsu quest'auto che l'attore ha compiuto le prime esperienze al volante. Anche comiche. Era stato il padre ad acquistarla, poi è sempre rimasta in famiglia. Per curarne la manutenzione, l'auto è stata affidata al registro Volvo. Dotazione ricca, interni confortevoli e un cambio automatico che fa i capricci.

È stata la sua prima auto. Alessandro Bergonzoni, scrittore e attore di teatro, la sua Volvo "262 C" la trattava con venerazione, come solo un diciottenne sa fare.

Era stata acquistata nel 1979 da suo padre, che l'aveva usata per alcuni anni. Poi è stata la volta del figlio, che ora, dati i mille impegni, non ha più molto tempo da dedicarle: non che l'auto abbia dato problemi particolari – ha percorso 152.000 km: pochi per una "svedese" – ma un pò ha risentito dei lunghi periodi di inattività. Le riparazioni sono difficili, non tanto per i ricambi, tutti ancora reperibili, ma perché sono pochi i meccanici in grado di mettere le mani su questo modello.

La "262 C" è stata la prima coupé del binomio Volvo-Bertone. Inizialmente fu il carrozziere Coggiola a studiare una coupé che utilizzasse i componenti già disponibili, ma il prototipo non ebbe seguito commerciale perché la Coggiola era troppo piccola per produrre auto in serie. Allora Bertone, che già produceva per la Volvo la limousine "264 TE", allestì con stampi svedesi una catena di montaggio e, al Salone di Ginevra del 1977, svelò la "262 C". Fondamentalmente si trattava di una "serie 200" a due porte, ma con tetto più basso e lunotto arretrato di qualche centimetro. Il motore era il top di gamma, il 6 cilindri PRV da 2,7 litri, poi portato a 2,85 litri nel 1980. Bertone produsse la "262 C" fino al 1981, introducendo solo piccole modifiche. Tutto quanto era optional sulle altre "200", sulla "262 C" era di serie: interni in pelle, condizionatore, pannelli in radica, cerchi in lega e vernice metallizzata.

La "262 C" è soprattutto comoda, con un assetto non troppo rigido e un rollio evidente. Del resto, con uno sterzo leggero e un peso dell’ordine dei 1500 kg, è meglio non improvvisarsi piloti: il retrotreno a ponte rigido non tollera le manovre brusche. Di questa vettura circolano in Italia solo una trentina di esemplari; vale 4000 euro, destinati a crescere.

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