I sessant'anni della Prinz IV, l'utilitaria che puntava in alto - Ruoteclassiche
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31 January 2021 | di Alfredo Albertini

I sessant’anni della Prinz IV, l’utilitaria che puntava in alto

Prinz, ovvero principe. Questo modello prodotto dalla NSU a partire dal 1961, quindi giusto sessant'anni fa, è considerato un po' come il principe delle utilitarie del boom economico. Quattro posti comodi, buone finiture, equipaggiamento superiore a quello di altre vetture della concorrenza, un motore svelto e dai consumi minimi ne hanno ben presto decretato il successo, anche e soprattutto in Italia.

In realtà la prima vettura della Casa di Neckarsulm a portare il nome Prinz risale alla fine del 1957, ma tra essa e la versione di quattro anni dopo c'è un abisso sotto molti punti di vista, a partire dalla linea. La IV, infatti, rispetto alle Prinz I, II e III, grazie alla matita del designer tedesco Claus Luthe assume una linea moderna e americaneggiante, ispirata a quella della Chevrolet Corvair del 1959, che peraltro affascinò anche in Italia, dove fu presa come spunto per la Fiat 1300-1500. Essa è caratterizzata da un profilo lucido che corre per tutta la vettura all'altezza delle maniglie, un frontale pulito con due grandi fari circolari, una buona superficie vetrata e il “tegolino” del tetto che si spinge poco sopra al margine superiore del lunotto. Minime le dimensioni in rapporto all'abitabilità: passo 204 cm, lunghezza 344 cm, larghezza 149 cm, altezza 136 cm.

Tutto dietro. Per quel che riguarda il motore, collocato posteriormente, la Prinz IV mantiene in linea di massima quello della serie precedente, tuttavia la cilindrata viene portata a 598 cm³ (prima era di 583 cm³) con un conseguente aumento di cavalli che diventano 30 Din a 5500 giri/min. (la potenza specifica è di 50,2 CV/litro e la coppia massima di 4,5 mkg Din a 3250 giri/min). I cilindri sono due in linea con distribuzione ad albero a camme in testa comandato da un sistema a biellette (niente catena) e raffreddamento ad aria. Il carburatore è orizzontale ed è un Solex 34PCI con filtro aria a bagno d'olio. Originale la soluzione adottata per il motorino d'avviamento che funge da starter e da generatore. Le sospensioni sono indipendenti, lo sterzo a cremagliera e i freni a tamburo (a disco a richiesta sull'avantreno).

Prezzo interessante. In Italia la nuova Prinz IV costa di listino nel 1962, quando iniziano le importazioni, 830.000 lire (scenderà poi a 795.000 lire), una cifra vicina a quella della Dauphine Alfa Romeo (795.000 lire), alla Citroën 2CV (795.000 lire) ma superiore a quella della Fiat 600 D Multipla (775.000 lire), della Fiat 600 D (640.000 lire) e dell'Autobianchi Bianchina Panoramica (600.000 lire). Ma, prezzo a parte, agli italiani la nuova Prinz piace perché appare come una vettura di classe superiore, è ben rifinita, ha sedili ampi, un bel cruscotto con due strumenti circolari, un discreto bagagliaio (anteriore) e ci si può stare comodi in quattro. Le prestazioni, poi, non sono niente male rispetto alla cilindrata: la velocità massima arriva a 123,323 km/h (prova di Quattroruote del 1962), l'accelerazione da fermo a 60 km/ è di 10 secondi e i consumi sono ridotti (oltre 21 km con un litro a 80 km/h). Tra i punti negativi il confort di marcia non eccezionale (qualche vibrazione, la rumorosità in velocità, le ruote piccole che fanno “sentire” la strada), la frenata poco progressiva e la frizione un po' brusca.

La strada è il suo garage. La pubblicità dell'epoca recitava così: “Ti sei divertito quest'estate? Sì molto, con la NSU. Sì con la NSU per viaggiare e sentirsi sereni, a proprio agio, sentirsi sicuri di trovare su tutte le strade l'efficiente servizio di assistenza NSU. Con la NSU elegante, comoda (cinque confortevoli posti) e pratica con il suo ampio bagagliaio. Con la NSU dal motore brillante e generoso, così facile da guidare con le sue quattro marce sincronizzate, così sicura con i suoi freni a disco. Con la NSU senza preoccupazioni anche d'inverno perché ha il motore raffreddato ad aria, la carrozzeria protetta da una speciale verniciatura stratificata e le cromature inattaccabili. Per la NSU la strada è il suo garage”

Il passaggio a Volkswagen. La carriera della Prinz IV fu lunga e onorevole, particolarmente nel nostro Paese che ne importò un gran quantitativo soprattutto verso la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta. La produzione andò avanti con poche modifiche estetiche (nascita della più lussuosa L nel 1965, frontale con fascia orizzontale metallica, cruscotto a tre elementi) fino al 1973 e ne vennero costruite complessivamente quasi 600.000 esemplari. L'indipendenza della NSU Motorenwerke cessò nel 1969 proprio durante la produzione della Prinz IV a seguito della fusione con l'Auto Union G.m.b.H. di Ingolstadt che significava di fatto l'ingresso nel gruppo Volkswagen. Tanto che la moderna K70 a trazione anteriore, progettata in NSU, prese il marchio della Casa di Wolfsburg. Inizialmente la NSU era importata in Italia dalla IGN. VOK: di via Venezia 16 a Padova. Una Prinz IV in perfetto stato, secondo la quotazione A+ di Ruoteclassiche, vale oggi 9800 euro, una cifra che consente anche di prevedere una spesa di discreto livello per il suo restauro.

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