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01 giugno 2010 | di Redazione Ruoteclassiche

IL MINISTRO MATTEOLI CHIARISCE I DUBBI

Il nuovo Decreto Ministeriale in materia di veicoli d'interesse storico e collezionistico firmato dal ministro Matteoli (foto) lo scorso dicembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19/3/2010 (vedi Ruoteclassiche di aprile) ha alimentato alcuni dubbi interpretativi sulle revisioni dei veicoli. Il decreto stabilisce che i veicoli costruiti prima del 1960 devono effettuare il controllo periodico biennale presso le sedi della Motorizzazione o attraverso i club federati Asi e non più presso le officine private.

Rimane il dubbio se il decreto vale solo per i veicoli iscritti nei registri di cui all'art. 60 del Codice della Strada (Asi, registri Fiat, Lancia, Alfa Romeo) oppure indistintamente per tutti. Abbiamo girato il quesito allo stesso ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, che così ci ha chiarito: "Secondo quanto riportato al punto 4.2 dell'allegato III del Decreto Ministeriale le revisioni dei veicoli di interesse storico e collezionistico costruiti prima del 1 gennaio 1960 sono effettuate esclusivamente presso gli uffici della Motorizzazione Civile. Si tratta quindi di una esplicita prescrizione contenuta nel decreto".

La risposta del ministro fa, perciò, ritenere che solamente i veicoli iscritti all'Asi e ai registri ad essa collegati debbano sottostare all'obbligo della revisione presso la Motorizzazione. I mezzi che non sono mai stati omologati o sui libretti dei quali non compare la dicitura "veicolo di interesse storico e collezionistico" potranno perciò - secondo quanto affermato dallo stesso Ministero - continuare a servirsi delle officine private (o, in alternativa, recarsi nei centri della Motorizzazione).

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