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09 giugno 2016 | di Redazione Ruoteclassiche

Inaugurato il nuovo Museo Lamborghini

Stefano Domenicali, Presidente di Lamborghini Automobili SpA, ha tenuto a battesimo il nuovo Museo della Casa del Toro situato, come sempre, nella sede storica di Sant’Agata Bolognese. La struttura, completamente rinnovata dal punto di vista architettonico e degli arredi, è stata riorganizzata e, da semplice "raccolta" di vetture, è stata riconfigurata con l'allestimento di un autentico percorso museale, suddiviso per aree tematiche: produzione, tecnologia, innovazione, competizioni, area "didattica".

I modelli che hanno fatto la storia Lamborghini sono ora inseriti in un contesto più organico: 350 e 400 GT, Islero, Espada, Miura, Countach, LM002, Diablo, Formula 1 e tutta la produzione moderna fino agli ultimi prototipi.

Stefano Domenicali: "oggi è una giornata importante perché quello che deve essere uno dei principali valori di Lamborghini Automobili è guardare al futuro mantenendo chiare quelle che sono le radici del nostro passato. Mi piace sempre ricordare alle menti creative della Lamborghini di venire a farsi un giro qui prima di creare qualcosa di nuovo!"

Antonio Ghini (consulente Lamborghini, "animatore" della Motor Valley) e in passato curatore dei Musei Ferrari ha ricordato invece che: "si trattava di riordinare il patrimonio storico Lamborghini non solo con riferimento alla storia ma anche alla tecnologia, all'esperienza e alla passione che caratterizzano questo grande marchio dell'automobile".

Il nuovo allestimento è caratterizzato da pavimenti bianchi e pareti e soffitto in diverse tonalità di grigio, nell’intento di mettere in risalto forme e colori delle vetture esposte. Il percorso inizia con una Aventador e una Huracán quindi si incontra la 350 GT del 1963, prima vettura ad essere prodotta a Sant’Agata. Quindi è la volta della Miura.

Nell’area dedicata alla tecnologia, oltre ai motori Lamborghini viene ripercorsa la storia dell’evoluzione tecnologica del Marchio attraverso i modelli sui quali sono state introdotte le più importanti soluzioni tecniche: la Diablo per le quattro ruote motrici, la P 140 per il telaio in alluminio, la Sesto Elemento per il telaio in carbonio e la Asterion per l’ibrido.

Sempre al piano terreno sono esposti fianco a fianco i due SUV costruiti dalla Lamborghini: l’LM 002, il primo SUV in assoluto della storia dell’auto, e l’Urus, il concept del SUV Lamborghini previsto per il 2018.

Molto istruttivo per gli appassionati, l’Albero Genealogico di tutti i modelli Lamborghini realizzati in oltre 50 anni. Il tutto attraverso quattro monitor che spiegano le caratteristiche tecniche e costruttive di tutte le auto prodotte a Sant’Agata Bolognese.

Il Museo continua al piano superiore, dove sono esposti i principali modelli Lamborghini fino alla Aventador, per chiudere con lo spazio dedicato alle competizioni sportive. Qui, in un allestimento che riproduce un box in un circuito di gara, sono esposte la Diablo GTR, la Gallardo e la Huracán nelle versioni racing Super Trofeo, più due Formula 1 motorizzate col V12 Lamborghini: la Lotus L102 e la Lambo delle stagioni agonistiche 1990 e 91.

La parte centrale del piano è dedicata alla Miura e ai suoi 50 anni di storia. E qui la chicca è rappresentata dall’esposizione dell’esemplare unico della Miura Roadster, nato nel 1966 dalla mente dei due ingegneri che hanno contribuito a creare il mito della Miura e della Lamborghini stessa: Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani.

Il Museo Lamborghini, sarà aperto dal lunedì al sabato di ogni settimana, dalle 10 alle 17. Su prenotazione, la Lamborghini offre un’altra opportunità imperdibile: quella di visitare le linee di assemblaggio delle vetture attualmente in produzione.

Dopo l'inaugurazione del Museo Lamborghini e un'eccezionale esibizione di quattro caccia delle Frecce Tricolori, è partito il Miura Tour: una ventina di Lamborghini Miura hanno lasciato la factory di Sant'Agata per un giro di oltre 500 chilometri lungo le strade di Emilia Romagna, Liguria e Toscana.

Alvise-Marco Seno

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