Auto
30 October 2019 | di Andrea Zaliani

Innocenti Mini Cooper MK2, una piccola di carattere

La Mini Cooper Innocenti è la versione con caratteristiche più sportive e brillanti della Mini MK2, dalla quale differisce per alcune modifiche, meccaniche ed estetiche

Verso la fine degli anni sessanta, nel nostro Paese, la Mini Cooper vanta un’ampia clientela, accomunata da un unico denominatore comune: un temperamento sportivo e la passione per auto dalle dimensioni compatte ma di carattere. La Cooper MK2 è facilmente riconoscibile grazie a una serie di particolari, come il frontale caratterizzato da un’ampia griglia, dalle forme particolarmente pronunciate. La fiancata mette invece in luce un tetto dal colore diverso da quello del rimanente corpo vettura, affiancato a dei cerchioni dal disegno sportivo. Nella coda, le differenze rispetto alla versione normale, sono minimi: si limitano alla scritta Mini Cooper MK2 e alle luci posteriori dotate di faro per la retromarcia.

Dettagli curati. Nel complesso si tratta di una vettura che a distanza di anni dalla presentazione (avvenuta nel 1959) ha ancora notevole validità stilistica e pratica. Non solo: la Mini Cooper italiana ha un grado di finiture e dotazioni più curate rispetto a quella inglese. Questo è in parte dovuto al fatto che il nostro mercato trovò criticabile il sapore spartano di alcune soluzioni, ammissibili forse in una vettura dal costo inferiore. La completa strumentazione comprende cinque indicatori: il termometro acqua, il livello di carburante, il manometro dell’olio, il contagiri e il tachimetro con contachilometri. Altre variazioni rispetto alla versione normale sono: il rivestimento della palpebra superiore della plancia, il disegno dell’imbottitura dei sedili, il montaggio di una maniglia di appiglio per il passeggero del sedile anteriore e il volante di tipo sportivo. Prendendo in considerazione l’aspetto tecnico, le differenze fondamentali rispetto alla precedente Mini Cooper sono riconducibili a pochi elementi: primo tra tutti il cambio, ora dotato di prima sincronizzata. Secondo, il lieve incremento di potenza del motore di 998 cc, passato da 56 cv a 60 cv (SAE).

La prova di Quattroruote. Nell’agosto del 1969 la “nostra” rivista dedica una prova approfondita alla Innocenti Mini Cooper MK2. Il motore, sostanzialmente identico a quello precedente, grazie alla maggior potenza viene considerato più brillante, nonostante abbia perso leggermente in elasticità. Il cambio con la prima sincronizzata, a parte la manovrabilità tipica dei cambi Mini, cioè con innesti un po' duri, è ora finalmente giunto a un livello accettabile. Il collega tine a precisare che è stato utilizzato il termine “finalmente” proprio perché per le caratteristiche sportive di guida, e per lo spirito dell’auto, il cambio della precedente versione costituiva una mancanza. La frizione è un filo dura mentre la frenata, in alcuni casi, sembra ancora eccessiva al retrotreno, specie nella condizione di minimo carico. Per la tenuta di strada, confort di marcia e per tutte le altre voci non sono mutamenti da segnalare, in quanto l’architettura generale è rimasta invariata.

La quotazione attuale. La valutazione della Innocenti Mini Cooper MK2 (1968-1970), stando al nostro listino ufficiale, va da un minimo di 6000 euro a un massimo di 18000 euro.

Diteci la vostra. A questo punto la parola passa a voi, perché siamo curiosi di conoscere la vostra opinione in merito alla Innocenti Mini Cooper MK2. L’avete mai guidata o posseduta? Rientrava/rientra in una tipologia di vetture a voi cara? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto. Inoltre, se avete una storia interessante sul suo conto, potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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