Auto
16 gennaio 2004 | di Redazione Ruoteclassiche

KINDER A SORPRESA

"È stato il regalo di Natale di mio marito. Non me l'aspettavo una macchina così strana, con quella linea che mi ricorda tanto un uovo", racconta Claudia Minelli da Milano. Si tratta di uno dei tentativi più originali di vettura urbana, fatto in America dopo la crisi petrolifera.

"Quando vidi la 'Pacer', mi sembrò un 'ovetto Kinder' con le ruote. Azzurra e blu, con gli interni bianchi e blu, era divertentissima, diversa da qualunque altra macchina americana che avessi mai visto. Finalmente una per me: dimensioni piccole, spazio interno immenso, motore poco potente, estrema manovrabilità. Non era certo perfetta, ma mio marito si sarebbe preoccupato di sporcarsi le mani per rimetterla in sesto e di firmare gli assegni per eventuali ricambi.

"Questo esemplare viene immatricolato nel 1975 a Lugano, in Svizzera. Lì resta per dieci anni e, quando arriva in Italia, viene riverniciata e poi acquistata da Claudio Rossoni, giornalista di Quattroruote. Messa poi in vendita presso una concessionaria, viene notata da mio marito, che capisce subito che è la macchina giusta per me. In ottime condizioni di carrozzeria e di interni, la 'Pacer' evidenzia però numerosi problemi meccanici, risolti a Lugano da Dario Riva".

L'idea di questa strana, piccola automobile era venuta ai dirigenti dell'American Motors Corporation, che volevano sbaragliare le concorrenti nel settore delle macchine utilitarie. Venuto meno il progetto di un motore di tipo Wankel, si optò per il vecchio sei cilindri in linea già in uso sulle altre vetture del gruppo. A richiesta veniva montato anche un motore 4,2 da 122 o da 96 CV (presente sulla nostra "Pacer"). Nel 1978 la gamma venne ampliata con un V8 di 5 litri.

I ritardi di progettazione, la linea molto anticonvenzionale, i consumi elevati, le prestazioni mediocre e la scarsa qualità costruttiva ne decretarono il flop commerciale. In compenso, la "Pacer" aveva una linea unica. Cortissima, molto larga, alta e dotata di una superficie vetrata immensa. L'abitacolo era molto ampio; lo spazio a disposizione dei passeggeri era notevole e il portellone e il sedile reclinabile la rendevano pratica per caricare oggetti anche ingombranti.

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