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18 gennaio 2017 | di Redazione Ruoteclassiche

Mario Poltronieri: una vita per la Formula 1

Ha iniziato come pilota e negli Anni 60, dopo aver ricoperto numerosi ruoli all'Abarth, diventa giornalista sportivo. Nel 1961 inizia la sua avventura professionale in RAI e, dopo l'esordio come commentatore del baseball, diventa l'erede di Piero Casucci nelle corse di Formula 1. Che ha commentato fino al 1994.

Se ne è andato nel primo pomeriggio di oggi, dopo una vita trascorsa tra i motori, Mario Poltronieri, 87 anni, una delle voci più importanti del giornalismo televisivo sportivo italiano. Ha trascorso la maggior parte della sua carriera professionale alla RAI ed è conosciuto dall'esercito degli appassionati degli sport automobilistici soprattutto per il suo ruolo di commentatore e telecronista delle gare del Mondiale di Formula 1 fino alla metà degli Anni 90.

GLI INIZI: L'ABARTH E I RECORD
La vita di Mario Poltronieri è stata da sempre legata ai motori. Nato a Milano il 23 novembre del 1929, figlio di un musicista, iniziò come tanti a cimentarsi con le motociclette e fu preso presto dal demone delle quattro ruote. Si iscrisse appena possibile alla Scuderia Sant'Ambroeus, cenacolo dei gentleman driver milanesi più noti del periodo e trampolino di lancio per le nuove speranze (vi militavano figure di spicco del motorismo come Elio Zagato, Giancarlo Baghetti, i fratelli Leto di Priolo).

La sua prima prova importante fu alla Mille Miglia 1954: si presentò alla partenza di Viale Venezia a Brescia con una Fiat 1100/103 ma fu costretto al ritiro. Lo rivediamo nel '56 al volante di una Fiat 600 Zagato con il numero 39. Arriva 167° ma è terzo nella categoria fino a 750 cc. Carlo Abarth, uomo dotato di un fiuto speciale, lo nota e, dopo averlo messo alla prova, qualche settimana dopo gli mette a disposizione il volante di una delle sue vetture per un'impresa epica: nel mese di giugno con Umberto Maglioli, Remo Cattini e Alfonso Thiele, Poltronieri guida a Monza una Abarth da record con "motorino" 750, carrozzeria aerodinamica di Bertone e meno di 400 chili di peso stabilendo il record delle 24 ore. In un giorno a quasi 156 km/h di media, vengono percorsi oltre 3.700 chilometri tutti d'un fiato. E' solo uno di oltre 100 record conquistati da Poltronieri con le vetture dello Scorpione.

Quell'impresa gli apre definitivamente le porte dell'azienda torinese. Lasciato il tranquillo lavoro a Milano si trasferisce a Torino dove il severo boss austriaco gli affida "una serie di ruoli": impiegato tecnico, collaudatore e addetto stampa. Il giovane milanese svolge attivamente soprattutto quelle attività che qualsiasi appassionato sognerebbe di ricoprire: guida le vetture "aziendali" in corsa ed esegue test probatori su vetture di Casa ma anche sulle auto della concorrenza per "preparare" le Abarth stradali alla prova del mercato.

Lo troviamo così in gara sugli asfalti ripidi di importanti appuntamenti come la Stallavena - Boscochiesanuova e la Castell'Arquato - Vernasca o sul manto perfetto di Monza, impegnato con le piccole ma velenose coupé dello Scorpione con motore bialbero e carrozzeria Zagato. Fino a quando Carlo Abarth decide di conservare quel giovanotto per le attività in fabbrica, certamente meno divertenti ma molto più importanti. Egli, tuttavia, non la pensa così e inizia a meditare il ritorno a Milano.

1961: LA TELECRONACA DI UNA PARTITA DI BASEBALL
La decisione è infine presa e nel 1961 inizia a collaborare con la RAI come giornalista sportivo, settore al quale si è nel frattempo avvicinato. Gli venne affidata la trasmissione Ruote e Strade, una serie di lezioni di guida televisive. Nel 1964 avviene il suo debutto come commentatore. Ma non si tratta di gare automobilistiche quanto di partite di baseball.

Successivamente subentra a Piero Casucci - precedentemente responsabile per le competizioni automobilistiche - e gli viene affidato il commento delle gare di Formula 1 e motociclismo. l'Ex pilota-collaudatore, ormai affermato giornalista (assunto definitivamente in RAI a partire dal 1971), diventa la voce narrante nelle telecronache delle emozionanti lotte tra i protagonisti di quasi venticinque anni di competizioni (dal 1977 la RAI iniziò a seguire tutte le gare di Formula 1 del campionato). Dopo aver esordito nel ruolo "in solitudine", negli anni diventa il capitano di piccola squadra insieme a Ezio Zermiani, Clay Regazzoni, Gianfranco Palazzoli.

Mario Poltronieri ha continuato a commentare la Formula 1 fino alla fine del 1994, anno del suo pensionamento. Nel 1995 viene sostituito da Amedeo Verduzio. Quest'ultimo lascia il posto l'anno successivo a Gianfranco Mazzoni.

Negli Anni successivi Mario Poltronieri ha continuato a collaborare con la televisione in qualità di esperto e ospite fisso: per la stessa RAI e per altri canali televisivi (Eurosport, Odeon TV, Telenova). Nel 1999 ha tentato la carriera politica nelle liste di Rinnovamento Italiano, movimento guidato da Lamberto Dini, ma senza successo.

Alvise-Marco Seno

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