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09 ottobre 2006 | di Redazione Ruoteclassiche

LA TARGA “OLEOBLITZ”

Allegata al numero di ottobre, con un supplemento di 6,80 euro, i lettori trovano la targa pubblicitaria le "Frecce tricolori Oleoblitz", un'autentica chicca per gli appassionati di automobilia.

La targa che i lettori hanno potuto acquistare assieme a questo numero di Ruoteclassiche appartiene all'immaginario collettivo degli appassionati di motori: le "Frecce tricolori Oleoblitz", evoluzione grafica dei tre fulmini ("blitz", in tedesco) che campeggiano dal 1910 sulle confezioni dei lubrificanti per motori tra le più antiche d'Italia.

La Società Reinach, meglio conosciuta come Oleoblitz Lubrificanti, viene fondata infatti nel 1882 a Milano, zona Niguarda, da Ernesto Reinach, milanese di origine ebraica (nel 1943 sarà una delle tante vittime della follia nazista). Fin dalla loro comparsa i prodotti per autoveicoli e trattori Oleoblitz, assieme ai mastici per l'industria meccanica, mietono premi e medaglie alle esposizioni internazionali, riuscendo ad affermarsi perfino sui mercati delle Americhe. Nell'era pionieristica dell'automobilismo Oleoblitz, lubrificante studiato per i motori, diviene il compagno inseparabile di piloti e costruttori.

Apprezzato per la purezza e la resistenza alle alte temperature, ne tesse le lodi Edoardo Bianchi in persona, che lo consiglia ai suoi clienti, mentre l'Isotta Fraschini lo adotta come lubrificante ufficiale. Tra i clienti assidui e soddisfatti anche Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari, che scrivono di proprio pugno all’azienda milanese per farsene inviare latte da 20 litri. Oleoblitz Lubrificanti, durante il boom economico degli anni Sessanta e Settanta, riesce ad adeguarsi alle mutate esigenze del mercato studiando nuovi prodotti, dagli antigelo alle cere, e ideando strategie di vendita come i cataloghi premi e le offerte promozionali.

Dopo varie fusioni e acquisizioni, nel 1987 l’azienda si trasferisce in provincia di Torino. Ciò che è rimasto coerente negli anni, oltre alla qualità dei prodotti, è lo spirito innovatore espresso nel design del packaging e del merchandising. Ne è esempio il calendario realizzato dall’azienda, che rifiuta l'iconografia "da officina" fatta di motori e donnine, a favore di una grafica colta, un pizzico surreale, ispirata ai colori italiani.

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