Personaggi
02 April 2020 | di Paolo Sormani

“La tela di Giuliano”: un sogno da costruire

Disponibile su YouTube per due settimane il racconto di una bella storia automobilistica, tutta italiana, ambientata nella Terra del Mutòr.

Un motivo in più per restare a casa in questi giorni, o perlomeno per farlo più volentieri, arriva da Giuliano. Uno che saprebbe tenere alto il morale con uno dei suoi infiniti racconti di una vita passata nella Motorvalley. Che non perde occasione per mettere in moto e controllare che la sua Bizzarrini sia veramente pronta per la vendita. Ci piacerebbe fare un salto in officina da lui per vederla e scambiare quattro chiacchiere, ma non si può. Così a intrattenere per un’oretta ci penserà il racconto della storia e della sua 1900 GTS Europa, nel documentario “La tela di Giuliano” di Alessandro Amante, disponibile su Youtube dal 3 aprile per due settimane.

L’ultima delle Bizzarrini. Giuliano Giunta è un artigiano bolognese, di quelli con le mani d’oro. Nel 1970, a soli 28 anni, valicò l’Appennino per recarsi a Livorno e comprare quel che rimaneva di un paio di 1900 GT Europa dalla vendita del fallimento Bizzarrini avvenuto l’anno precedente. L’idea? Costruirsi l’auto dei sogni secondo le sue intuizioni, le idee, i suggerimenti, al fine di renderla perfetta. Ruoteclassiche aveva già anticipato il documentario un paio d’anni fa con afflato. La perfezione, si sa, non esiste e di questo un artigiano come Giuliano è consapevole: per questo è sempre pronto a modificare qualcosa, a migliorare un componente. Forse però la rincorsa a un sogno è solo un pretesto per non separarsi da una compagna di vita rossa e slanciata che fa girare la testa; e con la quale ha trascorso più di 45 anni insieme. In tutto questo tempo l’ha smontata, rimontata, aggiustata, modifcata proprio come Penelope che con amore tesse e disfa la sua tela, nell'attesa del ritorno di Ulisse. Ecco perché ne esce la storia bellissima di come si può sviluppare il rapporto intimo fra un uomo e la sua automobile.

Un documentario da scoprire. Probabilmente “La Tela di Giuliano” poteva essere ambientata solo in una città come Bologna, cuore pulsante della Terra dei Motori. Tramite la sua famosa Cineteca, il capoluogo emiliano ha anche regalato al regista Alessandro Amante e al compositore Luca Balboni due riconoscimenti al Doc Under 30 Film Festival 2016, per il miglior film e miglior colonna sonora. “La tela di Giuliano” è stato premiato anche per la Migliore direzione artistica al concorso internazionale LIIFE (Long Island International Film Expo 2016). Con la speranza di regalare qualche momento di distrazione ed evasione, il regista e la produzione hanno deciso di rendere disponibile per la visione al pubblico il documentario per due settimane. Chissà che una storia così appassionante un giorno non possa capitare anche a voi.

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