Auto
14 July 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Lada Niva, la fuoristrada venuta dall’Est

Le auto prodotte in Unione Sovietica non brillavano per stile, prestazioni o finiture, eppure la fuoristrada Lada Niva in oltre 40 anni di produzione è riuscita a farsi apprezzare anche oltrecortina: robusta e inarrestabile, è stata una presenza fissa alla Paris Dakar dal 1979 al 1985.

I suoi progettisti la descrissero come una "Renault 5 montata sul telaio di una Land Rover", e nel 1971 fu proprio Alexei Kosygin (l'allora Presidente, pardon Segretario Generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica) a delegare i tecnici della VAZ e della AZLK per il progetto di una nuova automobile adatta alle zone rurali: le vetture “medie” prodotte in URSS nei primi anni 70 come Zhiguli e Moskvitch non erano così efficaci sulle strade dissestare delle zone più remote ed isolate dello sterminato universo sovietico. A capo del progetto "VAZ-2121" Vladimir Solovyev che iniziò a lavorare su un veicolo "civile" dotato di quattro ruote motrici: il primo modello della VAZ non basato su uno schema Fiat. La carrozzeria, il sistema di trazione integrale e le sospensioni anteriori erano un progetto VAZ, mentre gran parte della meccanica era ripresa dai precedenti modelli Fiat 124 o 125 "Zhiguli" prodotti e commercializzati in Unione Sovietica ed Est Europa come VAZ-2103 e 2106.

Avanguardia russa. Dopo le prime proposte, approntate tra il 1971 e il 72, scartate perché troppo spartane, il primo passo verso il modello definitivo si ebbe nel 1973 con un nuovo prototipo dotato di porte e hardtop. La futura Lada Niva a partire dal 1974 venne dotata di un una carrozzeria a scocca portante, un’innovazione importante per i fuoristrada dell’epoca che viaggiavano quasi esclusivamente su telai a longheroni. La Niva venne testata sui terreni più difficili dell'ex Unione Sovietica: dagli Urali alla Siberia, ma anche nei deserti kazaki e sui monti del Pamir del Tagikistan, dove venne messa a confronto con la sua controparte militare, la UAZ-469. Non mancarono dei test contro alcuni fuoristrada occidentali come le britanniche Land Rover e la Range Rover Classic. La Niva dimostrò le sue eccezionali capacità off-road, dovute a un efficace sistema di trazione integrale permanente con bloccaggio del differenziale centrale. A questo contribuivano le dimensione compatte e un peso contenuto che permettevano alla Niva di poter scalare pendenze del 58%, e guadi di 60 cm di acqua e 100 cm di fango o neve.

Conquista l’occidente. Nel 1976 apparve il prototipo finale, con il motore da 1.568 cc, il più potente della gamma VAZ durante l'era sovietica, ripreso dalla VAZ-2106. La Niva venne presentata in maniera trionfale e descritta come: "La combinazione della velocità e del comfort di una Zhiguli con le capacità di una UAZ". La produzione effettiva iniziò il 5 aprile 1977, mentre i primi modelli export vennero presentati nel 1978 al Salone di Parigi. Fu un successo: commercializzate come Lada Niva, conquistarono rapidamente il 40% del mercato europeo dei veicoli a quattro ruote motrici, facendone la vettura sovietica più venduta nei mercati occidentali. Inoltre, la Niva è stata l'unica auto sovietica venduta in Giappone e nei primi anni '80 ispirò un’altra leggenda del fuoristrada, la Suzuki Samurai. A causa della domanda dall'estero e della maggiore priorità data alle esportazioni, i clienti del mercato interno si trovarono di fronte a lunghe liste d'attesa, nonostante il fatto che l'auto fosse stata sviluppata espressamente per il popolo sovietico…

Imborghesita. Inizialmente, la Niva aveva un motore a benzina a quattro cilindri a camme in testa da 1,6 litri da 76 CV) e 126 Nm abbinato a un cambio manuale a quattro marce (5 a partire dal 1994) con frizione a comando idraulico. La trasmissione impiegava tre differenziali (centrale, anteriore e posteriore) con marce ridotte e una leva per bloccare il differenziale centrale.La Niva originale aveva una velocità massima di 130 km/h con consumi dichiarati nell’ordine degli 11 km/l. Altra importante novità era l’adozione di ruote indipendenti all’anteriore, mentre il posteriore vedeva l’adozione di sospensioni a balestra. Di concezione “moderna” l’impianto frenante con doppio circuito, servofreno e freni anteriori a disco. L'equipaggiamento di serie faceva fede all'utilitarismo sovietico e comprendeva soltanto accessori indispensabili per la guida a cui si aggiungevano gadget interessanti custoditi in un astuccio di cuoio: 2 cacciacopertoni, una pompa per gonfiare le gomme a camera d'aria, una torcia di emergenza da collegar nel vano motore, un manometro, limetta e calibro per puntine platinate e candele, un set di chiavi inglesi, una pinza, cacciaviti e persino una manovella per l'avviamento manuale... A richiesta tergifari, retronebbia, specchietto esterno destro, cinture di sicurezza posteriori, tergicristallo posteriore, sbrinamento del lunotto e la radio. A partire dal 1994, tutti questi accessori ad eccezione dei tergifari e dei retronebbia (fuori produzione) sono diventati di serie. I nuovi optional quindi accessori “di lusso” come l'aria condizionata, l'impianto frenante antibloccaggio e il servosterzo idraulico. Anche sono stati progressivamente introdotti nella dotazione di serie di alcuni modelli nelle evoluzioni più recenti del modello.

Perestroijka. La prima generazione della VAZ-2121 Niva, o Lada Niva 1600 è stata in produzione fino al 1993 quando è stato introdotto il nuovo e più potente 1,7 litri, 80 cavalli: un motore inedito progettato appositamente per la Niva. Il nuovo modello prende il nome di VAZ-21213/21214 (o Lada Niva 1.7/1.7i). Crollato il muro di Berlino si apre una stagione di “conquiste” e accordi commerciali (talvolta discutibili) impensabili fino a qualche anno prima. Ad esempio l’ingresso della VAZ nell’orbita General Motors che per la Niva coincise con l’adozione di un'iniezione Single point fornita inizialmente da GM per la Niva 1.7i, mentre il carburatore Weber venne sostituito da un nuovo “Solex” sul modello 21213/1.7. Dal 2004 le Lada Niva utilizzavano invece un impianto di iniezione Multipoint progettato dalla Bosch. Nuovo anche il cambio, che passava da quattro a cinque marce e l'accensione meccanica sostituita con quella elettronica. Fino al 1996 la trasmissione della Niva utilizzava un giunto cardanico, sostituito poi da uno di tipo omocinetico: più silenzioso e resistente per via delle vibrazioni inferiori.

Allunga il passo. La seconda serie della Lada Niva era immediatamente distinguibile per la parte posteriore ridisegnata con un nuovo portellone posteriore esteso che arrivava al paraurti posteriore e fanali posteriori verticali. Vennero aggiornati anche particolari come gli specchietti e i loghi, così come la plancia e i sedili, più ampi ed ergonomici. L'apertura manuale dei finestrini è stata sostituita con quella elettrica sui modelli più recenti come la Lada 4×4 “Urban”, a partire dal 2014. Nel 1993 venne proposto un insolito modello a passo lungo dotato di tre porte (VAZ-2129). Questa variante mai esportata è stata prodotta per un solo anno ed era un ibrido tra vecchie e nuove generazioni: presentava la vecchia carrozzeria e gli interni della “Niva 1600” con il nuovo motore Niva 1.7 e cambio a 5 marce (gli ultimi esemplari adottarono anche la nuova carrozzeria e gli interni). Nel 1995 venne proposto il modello passo più lungo cinque porte, originariamente noto come “VAZ-2131” Niva. La variante 5 porte non ha conosciuto il successo della 3 porte: essendo più lunga e pesante aveva capacità off-road un po' inferiori, oltre a un prezzo leggermente più alto rispetto al modello standard. Nel 2015, il modello a cinque porte è apparso anche per la riedizione della Niva venduta come Lada 4x4 Urban.

A gasolio. Nel 1999 venne offerto il motore diesel che equipaggiava la VAZ-21215. Venduta fino al 2007 come Lada Niva 1.9 era spinta da un collaudato quattro cilindri in linea Peugeot (tipo XUD 9SD) da 1905 cc, con potenza di 75 cv, leggermente meno potente del motore a benzina standard VAZ-21213/14 da1680 cc. Nonostante un consumo di carburante molto più basso, non ebbe molto successo sul mercato interno dove pativa le temperature invernali estreme. Inoltre il 1.9 diesel risentiva della minore potenza, rendendo la Niva ancora più lenta del modello a benzina. Scontava poi un prezzo più alto, minore affidabilità in condizioni climatiche estreme e maggiori costi di manutenzione rispetto al modello con motore a benzina. Allo scarso successo contribuì il fatto che Peugeot aveva interrotto la produzione dei motori "XUD" nel 2001, rendendo limitato la disponibilità di ricambi.

Tempi moderni. Nel 2006, il nome Niva è stato formalmente abbandonato sul mercato russo a favore della nuova denominazione ufficiale Lada 4×4, questo per via dell’acquisizione dei diritti per l’uso di quel nome da parte della General Motors. Nonostante ciò fino al 2009 il nome “Niva” è stato usato in modo informale in tutto il mondo. Nel 2014 è apparsa la versione “Urban” dotata di nuova mascherina, paraurti in plastica, nuovi specchietti, cerchi diversi, terza luce di stop e interni rivisitati. Di serie anche i sedili anteriori riscaldati, ma nessuna Lada 4x4 (Niva) è mai stata dotata di airbag. Nel 2017 è apparso un altro modello, la Lada 4×4 Bronto, destinato al fuoristrada estremo. È caratterizzato dalla caratteristica mascherina e dai paraurti in plastica con fendinebbia anteriori e posteriori integrati, corrimano in plastica sul tetto e ruote più grandi con nuovi cerchi in lega neri e nuovi pneumatici da fuoristrada 235/75-R16 “Bontyre Stalker” di produzione nazionale oltre ad un'altezza da terra ancora più elevata (altri 35 mm). L'equipaggiamento supplementare comprende un verricello anteriore, fari sul tetto e fari supplementari sul paraurti anteriore. Con tutti gli equipaggiamenti menzionati il prezzo della Lada Bronto si aggira sui 720 mila rubli, circa 10 mila euro.

40 anni di onorata carriera. Il 5 aprile del 2017, in occasione del 40° dall'inizio della produzione, è stata presentata un'edizione speciale limitata, la 40° Anniversario, che è stata realizzata esattamente nel 1977 (anno in cui è apparsa la Lada Niva). Presenta nuovi cerchi in lega (simili alla Urban), cinque nuovi colori, etichette "40th Anniversary" sulla carrozzeria e loghi dedicati per l’abitacolo e tappetini. Inoltre, gli interni sono stati leggermente rivisti e prevedono rivestimenti in vera pelle per sedili e volante. All’esterno sono di serie anche le pedane in acciaio inox. La Lada Niva è stata commercializzata in molti Paesi con denominazioni diverse: Lada Sport in Islanda, Lada Taiga in Austria, Bognor Diva in Uruguay e Lada Cossack nel Regno Unito. Dal 2014 è stata venduta progressivamente come "Lada 4×4" sui mercati esteri, ma questo nome verrà pronunciato malvolentieri dagli affezionati possessori ed estimatori della Niva, rimasti fedeli alla linea…

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