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12 novembre 2010 | di Redazione Ruoteclassiche

L’ALFA LASCIA IL SEGNO ALLA TRIENNALE

Consoliamoci. Almeno per i cent'anni dell'Alfa, Milano si è ricordata del suo primato automobilistico e ne ha celebrato ufficialmente il mito rivendicandone la primogenitura. Lo ha fatto in modo originale con una mostra - "Il segno Alfa" - che ha avuto come contenitore non casuale la Triennale, tempio del design italiano. Il marchio (e la forza emotiva che lo accompagna, il "segno" appunto) è stato invece il tema dell'evento. Non è stata dunque una passerella di vetture.

Solo dieci le auto esposte (tutte provenienti dal museo storico di Arese), ognuna delle quali scelta per rappresentare un decennio. Ben più numerose, invece, le opere d'arte e gli oggetti esposti, cui è stato affidato il compito d'illustrare lo spirito del tempo. Scopo della mostra era infatti quello di spingere il visitatore a cogliere le molte correlazioni esistenti tra automobile e moda, tra auto e grandi novità industriali del XX secolo (dalla macchina per scrivere alla lavatrice, dal grammofono alla radio, fino alla metropolitana), tra auto, eventi politici e trasformazioni sociali (la grande guerra, il fascismo, la costituzione della Repubblica…).

Il compito di rappresentare cent'anni di storia è stato affidato alle gigantografie delle prime pagine dei giornali dell'epoca, oltre che a una selezione di vecchie pellicole, frammenti di immagini, ricordi sfumati di personaggi famosi e spezzoni di film di successo. Insomma, come eravamo e cosa sognavamo.

La mostra (24 settembre - 10 ottobre) è stata pensata per un pubblico ampio e variegato a cui si è cercato di raccontare soprattutto il contesto storico e sociale nel quale si è sviluppato il mito della Casa del Biscione.

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