L’arte del restauro: un’eccellenza tutta italiana - Ruoteclassiche
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01 October 2021 | di Giancarlo Gnepo Kla

L’arte del restauro: un’eccellenza tutta italiana

La prima ed intensa giornata di fiera, ha visto lo stand Aci Storico animato da diversi incontri tematici, inclusi quelli organizzati in partnership con Ruoteclassiche. Ecco quindi il vivace talk sul mondo del restauro che ha visto la partecipazione del nostro Vice Direttore, Carlo Di Giusto e alcuni importanti esponenti di questo affascinante mondo. Si tratta dei restauratori di auto storiche Pierluigi Bottini e Alessandro Gamberini, insieme al collezionista Pietro Tenconi.

“Quando si parla del restauro di un’auto d’epoca si citano sempre gli aspetti negativi, come i costi e le lunghe tempistiche di lavorazione. Sarebbe bello raccontare l’emozione che si prova nel ritiro di un’auto salvata dall’oblio”. A parlare è Carlo Di Giusto che lascia la parola ai tre ospiti: ciascuno dedica la propria vita alle automobili, profondendo anima e corpo in progetti di grande portata. Auto prestigiose ma, come ci raccontano i tre professionisti, non è sempre così.
Ma prima facciamo le dovute presentazioni. Pierluigi Bottini è il figlio di Arturo, fondatore della Carrozzeria Bottini di Legnano (MI) attiva dal 1946; Alessandro Gamberini è un altro erede di un’azienda storica, del bolognese: la Carrozzeria Gamberini, fondata nel 1971. Pietro Tenconi gestisce, invece, la Classic Car Charter di Sesto San Giovanni.

L’origine della passione. L’interesse per le auto nasce spesso dagli episodi di vita quotidiana, per cui il motivo che ci spinge ad affezionarci tanto ad un determinato modello esula totalmente dal costo o dal prestigio delle vetture.
Come spiega Tenconi “Il valore delle auto è condizionato da molti fattori, non solo economici. Ciascuno è importante e personale, pertanto va sempre rispettato e mai deriso”.
E dunque, se ciascuno ha le proprie preferenze è altrettanto plausibile che ci siano approcci differenti al restauro. Prosegue Tenconi: “Ogni restauro rispettoso della storia del modello ha un suo perché” e, in tal senso chiarisce: “Bisogna sempre indagare sui trascorsi dell’auto. In certe situazioni particolari può capitare di imbattersi in telai nudi, o viceversa carrozzerie senza telaio. Vi sono casi limite in cui da una vettura ne sono nate due… Senza contare le modifiche, soprattutto sulle auto da corsa, apportate nel tempo dai vari proprietari. Ecco, a quel punto bisogna procedere con una disamina completa per capire quanto dell’auto originale sia rimasto e quale delle varie configurazioni ripristinare”.

Storie d’altri tempi.
Accomunati dall’amore incondizionato per le automobili, i tre esperti ripercorrono i loro trascorsi nel settore del restauro. Inizia Pierluigi Bottini: “Iniziai a interessarmi al restauro delle sportive anni 60 nel 1978, quando subentrai a mio padre Arturo nell’azienda di famiglia. Era un periodo particolare, perché a seguito della crisi energetica le grandi GT, vendute oggi a cifre astronomiche, all’epoca non le voleva più nessuno. Venivano praticamente regalate, una Fiat Balilla costava sui 10 milioni di lire, mentre una Ferrari 250 GT, la metà… La Ford GT 40 era praticamente una nave scuola. Robustissima e veloce, era acquistabile a un milione!”
Gli fa eco Gamberini, anche lui figlio d’arte: “Dopo la scuola non vedevo l’ora di andare in officina, maneggiare gli attrezzi e lavorare sulle carrozzerie. E da allora ho continuato, approfondendo sempre l’evoluzione dei materiali sulle auto d’epoca”.

Una Maserati da Best in Classic. La grande esperienza e perizia di Alessandro Gamberini lo ha portato ad effettuare lavori di altissimo livello come quello della Maserati 300S del Team Pastorelli che, nel 1957, venne guidata da Juan Manuel Fangio al GP di Cuba.
Come puntualizza Gamberini: “Per il sottoscocca abbiamo fatto 27 prove prima di ottenere la giusta finizione. Dovevamo garantire poi la perfetta tenuta di tutti i componenti. Questa Maserati è nata per correre e tutt’oggi impegnata in molte competizioni prestigiose”. La Maserati 300S in questione è la stessa apparsa su Ruoteclassiche di agosto 2021 ed insignita, proprio ieri sera, del premio Best in Classic nella categoria Restauro dell’Anno.

Tendenze. La discussione, sempre in toni informali, prosegue con una breve introduzione sulle tre fasi storiche del restauro. Fino agli anni 80, molto spesso, i progetti sono stati condotti con approssimazione. Sia per la mancanza di ricambi e sia per l’assenza di una vera e propria “cultura” sul tema.
“Ho restaurato una Porsche 356 degli anni 60 e sotto c’era di tutto. Vi dico solo che montava le maniglie della Innocenti A40...”
Nella fase successiva, quindi tra gli anni 90 e 2000, la tendenza è stata quella di operare in modo integrale: la nascita di aziende specializzate nella fornitura di ricambi per auto d’epoca ha portato spesso ad un ripristino invasivo del mezzo che cancella inevitabilmente la patina del suo passato.
Solo negli ultimi anni ha preso piede il restauro conservativo: un approccio mirato e ponderato atto a preservare l’originalità e la storia della vettura.

Romanticismo a quattro ruote. Per Tenconi, il restauro è un’occasione per addentrarsi in una dimensione romantica: “L’interesse per il restauro deriva da una passione a 360° per le automobili, che nel tempo a portato all’espansione della vasta collezione di famiglia”. Gamberini incalza: “Certe volte capita di ritrovare oggetti, cimeli incastrati sotto i sedili o nei pannelli porta. Restituirli ai proprietari e sentire le loro storie è qualcosa di veramente emozionante”.

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