Le auto che parlano d’amore
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14/02/2026 | di Andrea Paoletti
Le auto che parlano d’amore
Ci sono modelli che lo dimostrano con un cuore sulla carrozzeria o nel nome, e quelle testimoni di grandi innamoramenti. Per un San Valentino a quattro ruote
14/02/2026 | di Andrea Paoletti

L’amore per la propria auto può essere viscerale, romantico, eterno. C’è chi ha scelto di non separarsi mai da una vettura e chi, dopo anni, l’ha ritrovata. C’è chi ha fatto la proposta di matrimonio nell’intimità dell’abitacolo, chi tramanda l’auto di famiglia attraverso le generazioni e chi la metterebbe al primo posto davanti anche a mogli e fidanzate. Per celebrare il Santo patrono di tutti gli innamorati, abbiamo raccolto tutto ciò che, nel mondo dell’automobile, ci può far pensare a questo concetto così grande che è impossibile descrivere con le parole. Un sentimento che nasce dal profondo e che, anche quando coinvolge i nostri amati oggetti a quattro ruote, tira fuori il meglio di noi stessi.

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Una Renault 5 nel cuore

Quegli inguaribili romantici dei francesi hanno dedicato agli innamorati una versione speciale della mitica Renault Supercinque. Prodotta nel 1990, la “Coup de Coeur” meccanicamente era identica a tutte le 1.1 litri da 47 CV e 1.2 litri da 55 CV con carrozzeria a 3 e 5 porte, e anche in quanto a colori in realtà non scaldava troppo i cuori, con due grigi, un argento e un nero. Per trovare il primo guizzo creativo si deve quindi andare verso il portellone, dove c’è un curioso logo raffigurante un coniglio che regge un cuore. Più originali gli interni, dove i sedili presentano un tessuto bicolore, nero con la parte centrale rossa, ma, come andava molto di moda in quegli anni, c’era in regalo il portachiavi firmato “Coup de coeur”.

Un amore franco-italiano

Ancora i francesi, ma con lo zampino di un marchio italiano fondato da due famosi calciatori, Vieri e Maldini. La versione “Sweet Years”, il cui logo è proprio un cuore rosso, è stata realizzata nel 2006 per la Peugeot 107 e successivamente anche sulla sorella maggiore 207. In entrambi i casi era la dotazione di bordo a essere arricchita rispetto alle versioni normali: sulla citycar c’era addirittura un navigatore comprensivo di etilometro, vivavoce bluetooth, touchscreen e porta Usb, ma la caratterizzazione “amorosa” prevedeva un cuoricino in rilievo sulle soglie battitacco, ricamato di rosso e argento sui tappetini e sui poggiatesta, e, all'esterno, un adesivo sul lunotto.

Il cuore nel nome

Il simbolo universale dell’amore è appunto il cuore, quindi cosa c’è di meglio che chiamare proprio così un’auto? Deve essere stato questo il pensiero dell’ufficio marketing della Daihatsu, quando ha sfornato la “Cuore”, nome scelto per i mercati esteri della Mira, una kei car dalle tipiche forme a scatoletta e spinta da un tre cilindri di 1.0 litri. Simpatica ed estremamente spaziosa nonostante una lunghezza di soli 3,47 metri, fino a una quindicina di anni fa rappresentava un’esotica e interessante alternativa nel traffico cittadino. Sicuramente a far innamorare di lei sono i consumi irrisori, pari a 3,8 litri ogni 100 km.

Un amore di pick-up

Amore in inglese si dice “Love”, ma in slang americano si può anche dire “Luv”. Proprio questa sigla, che in realtà è l’acronimo di Light Utility Vehicle, è stata scelta per un pick-up marchiato Chevrolet ma prodotto, fin dal 1972, dalla giapponese Isuzu. Varie generazioni si sono susseguite, con le ultime che erano in pratica l’Isuzu D-Max, conosciuto e commercializzato anche in Italia, ma tra i modelli che abbiamo visto fino a ora, a parte la suggestione del nome, difficile trovare qualcosa di romantico in un mezzo da lavoro ruspante e spartano.

Fiat 500: la più amata dalle coppie

Lo ha detto anche un sondaggio inglese, dimostrando che in Italia l’intimità dell’abitacolo è un caposaldo delle prime esperienze amorose. Tanto vale scoprire quali sono le più amate dalle coppie. Nel Belpaese il monopolio è della Fiat, iniziato con i contorsionismi necessari per avvinghiarsi in una 500 e proseguito con le scomodissime brandine della Panda di prima generazione, passando per Uno e Punto, dove il comfort era garantito da sedili reclinabili e imbottiti. Nel 2017 Fiat fece sedere delle coppie su una Fiat 500 (quella contemporanea) per far loro rivivere l’emozione del primo bacio, pubblicando poi un video su YouTube per confermare la piccola torinese come la regina degli innamorati.

Twingo, 2 CV e DS: le forme dell’amore

E i francesi come avevano risposto? Ci viene in mente la prima mini-monovolume della storia, ovvero la Renault Twingo che, negli anni 90, sfoggiava un’innovativa configurazione dei sedili che permetteva di ottenere un letto a due piazze, il sogno di tutti gli innamorati senza un tetto. Scomoda ma romantica è senza dubbio la Citroën 2CV, anche se l’auto francese che ha fatto innamorare tutti è senza dubbio la DS: non è un caso che il suo nome, in francese, significhi Dea e ancora oggi, a 71 anni di distanza e anche senza San Valentino di mezzo, è un’auto che fa battere forte il cuore.

Un bacio da corsa

Cambiamo punto di vista e proviamo a pensare a uno dei regali di San Valentino che fa ormai parte della nostra iconografia. Il Bacio Perugina è sinonimo di 14 febbraio ma qui il collegamento con il mondo dell’automobile è meno immediato: bisogna tornare al 18 maggio 1924 e il famoso cioccolatino con una nocciola al suo interno è nato da appena due anni, ma è proprio in questa data che si disputa la prima “Coppa della Perugina”. Una gara automobilistica su 16,4 polverosi chilometri che vede 29 concorrenti sulla linea di partenza a Perugia e un vincitore, Emilio Materassi, a bordo di una Itala.

Il dono d’amore

Un’auto può anche essere un regalo d’amore e, se si tratta di una Ferrari realizzata in esemplare unico da Pininfarina, deve proprio essere l’amore della vita. Quel che sappiamo – ma la storia è ammantata nel mito – è che la splendida vettura fu ordinata dal regista Roberto Rossellini e doveva essere il “dono d’amore” per l’affascinante attrice Ingrid Bergman, che in realtà sembra che non la prese mai in consegna. Ciononostante, la 375 MM Coupé Speciale è conosciuta anche come “Bergman Coupé” ed è un testamento stilistico unico, con le pinne che scendono dal tetto alla coda e il frontale con fari a scomparsa abbinati ad altri due nella presa d’aria. Ma soprattutto, è un monumento all’eros.

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