Personalità: sostantivo, femminile [dal lat. tardo personalĭtas -atis, der. di personalis «personale»]. Nell’uso comune, avere spiccate doti di temperamento, intelletto, carattere, talora riferito anche a cose che si distinguono da altre dello stesso genere per loro caratteri spiccati. Chiarito il criterio scelto nel comporre questa galleria di auto prodotte in tempi relativamente moderni, si può discutere se veramente, ammirandone la linea, analizzandone le caratteristiche meccaniche e mettendosi al volante, soddisfano questo requisito. Come per le persone, avere una forte personalità significa avere un effetto polarizzante: si può risultare simpatici o antipatici, l’importante è non lasciare indifferenti.
Nissan GT-R
L’ultima incarnazione di una leggenda tra le sportive nipponiche è – per i puristi del marchio – meno “pura” di una R32, R33 o R34, modelli che hanno fatto la storia della Skyline. Per evitare fraintendimenti, la GT-R del 2007 – tra un anno diventa ventennale – è al vertice di tecnologia e prestazioni. Il V6 biturbo da 480 CV permette uno 0-100 in 3,5 secondi e una velocità massima di 315 km/h e, unitamente al telaio di alluminio e al sistema di trazione integrale, garantisce equilibrio, stabilità e reattività sorprendenti. Muscolosa e massiccia, non è il genere di supercar che ammalia, ma ti afferra e trascina via.
Alfa Romeo 8C Competizione
All’estremo opposto, una delle più seducenti, sensuali e sfacciate creature su quattro ruote. L’Alfa Romeo 8C Competizione del 2007 è un capolavoro di design e tecnica italiana, con il suo V8 aspirato da 450 CV, di derivazione Ferrari, che scatena tutta la sua rabbia in 4,2 secondi per passare da 0 a 100 km/h e che la spinge fino a 292 km/h. Tutti i grandi nomi dell’automobilismo italiano sono coinvolti: Dallara per il telaio, Brembo per l’impianto frenante e Sparco per i sedili in carbonio. Materiale che ritroviamo nella carrozzeria, un inno alle curve morbide e lussuriose che la rendono un oggetto del desiderio fin dalla sua prima apparizione, ma alla cui seduzione solo 500 fortunati hanno potuto abbandonarsi.
Aston Martin DBS
La DBS è l’espressione più pura dell’eleganza britannica abbinata a prestazioni da supercar. Il V12 da 517 CV consente di scattare da 0 a 100 in 4,3 secondi e una velocità massima di 307 km/h, ma quello che rende la DBS speciale, oltre alla sua raffinata presenza, è il ruolo da protagonista in “Casino Royale”, film che ha segnato uno spartiacque nella saga di James Bond. La scena dell’inseguimento con le 7 capriole, da Guinness dei Primati, è entrata nella storia del cinema e ha reso immortale questo modello, quasi quanto la mitica DB5. Se la personalità si trasmette con l’austera compostezza, allora la DBS incute rispetto anche da ferma e dato che, con circa 3.500 esemplari prodotti, non si può considerare una rarità assoluta, c’è un motivo in più per apprezzarla.
Tesla Roadster
Ecco la provocazione: l’intrusa, l’indesiderata, l’imbucata. In poche parole, la Tesla Roadster. Nessuno avrebbe immaginato nel 2008 che sarebbe partita, a distanza di pochi anni, una rivoluzione elettrica che, pian piano, ha abbracciato inesorabilmente anche il mondo delle auto sportive. Con 340 CV e uno 0-100 in 3,9 secondi (3,7 per la Sport), un solido pedigree telaistico (lo stesso della Lotus Elise) e meno di 2.500 esemplari prodotti, ha dimostrato che le vetture elettriche possono competere con le supercar tradizionali senza particolari sforzi e con un look non banale. Certo, l’autonomia è di meno di 400 km e non bastano 5 minuti al distributore per ripartire, ma scatto e agilità tra le curve le fanno perdonare tutto.
KTM X-Bow
Il design estremo e minimalista, con telaio a vista e assenza del parabrezza, non lascia spazio a compromessi. La KTM X-Bow è una vettura nata per offrire emozioni pure in pista, che chiede al pilota di fondersi con il sedile e diventare tutt’uno con lei, alla ricerca dello Zenith della guida. Con il suo motore Audi 2.0 turbo TFSI da 240 CV, scatta da 0 a 100 in 4,1 secondi, su un peso complessivo di soli 790 kg: un inno a Colin Chapman, da sempre punto di riferimento per Giampaolo Dallara, che dà vita a un telaio di carbonio che trasmette al fondoschiena ogni buca e ogni avvallamento. Prodotta in poche centinaia di esemplari, l’X-Bow è una sportiva dal look inconfondibile ed è quasi troppo assurda per essere vera.
Dodge Viper VX1
La Viper per eccellenza, l’instant classic, l’americana che ha fatto sognare chi era in età da patente negli anni 90 è la prima, la RT/10. Meno ruspante e manesca è la Viper VX1 del 2013 che, grazie a un nuovo telaio più rigido e alla presenza di aiuti elettronici (ma si possono disattivare), si tiene a bada molto meglio rispetto all’antenata, ma c’è sempre un V10 da 640 CV che catapulta da 0 a 100 in 3,4 secondi e permette di superare i 330 km/h. C’è ancora il cofano più lungo di un tavolo da biliardo, l’aspetto è ancora aggressivo e basta guardarla per sentire un’esplosione di adrenalina.
Aston Martin Vulcan
Anche un marchio maestro di stile come Aston Martin a volte decide di alzare la voce, ma solo per lanciare un monito alla concorrenza. La Vulcan del 2015 strizza sempre l’occhio a 007 perché Vulcan è il nome del bombardiere nucleare dirottato e sequestrato nel film “Operazione Tuono”. Una scelta che sottolinea l’eccezionalità del modello: si tratta infatti di un’auto da corsa destinata prima di tutto a piloti esperti, capaci di estrarre tutto il potenziale del suo V12 da 820 CV e apprezzare la raffinata aerodinamica. Va da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e raggiunge una velocità massima superiore ai 320 km/h, ma è tra i cordoli che si esalta. Con soli 24 esemplari è un’auto per pochissimi, pensata per lasciare un segno.
Kia Stinger
Un’altra intrusa, la Kia Stinger, è una berlina che ha rotto gli schemi ed è coraggiosamente entrata nel cortile di casa delle solite tedesche, lasciando una strisciata con le gomme. Presentata nel 2017, ha dimostrato che anche in Corea si poteva dare vita a una gran turismo a quattro porte, con prestazioni da sportiva vera. Cuore pulsante della versione più potente è il propulsore 3.3 T-GDi V6 biturbo con 370 CV che la spinge a 270 km/h e richiede meno di 5 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. Non ha avuto il successo sperato ed è rimasta in produzione per soli 6 anni, ma la sua indomita sfida, sfortunata e velleitaria come quella di Don Chisciotte, non può non ispirare simpatia.
Morgan 3-Wheeler
Un sorriso che va da orecchio a orecchio lo provoca invece la Morgan 3-Wheeler del 2012, non appena si presenta scoppiettante e con quell’aria di una che ha viaggiato nel tempo e si è ritrovata per caso nel nuovo millennio. Evoluzione moderna di un classico dell’automobilismo inglese quando si guidava con il caschetto di pelle fumando la pipa, combina un’estetica retro con tecnologia e affidabilità moderne. La sua unica ruota posteriore è mossa da un bicilindrico a V di origine motociclistica dell’americana S&S che, con soli 82 CV, permette uno 0-100 in 5,5 secondi, merito di un peso contenuto in circa 550 kg. Può essere contemporaneamente motocicletta e automobile, oppure nessuna delle due, forte di un carattere unico e di una produzione artigianale che la rendono un oggetto indefinibile e coinvolgente come pochi.
Maserati Ghibli
Un’altra berlina – in questo caso Ghibli non si riferisce alle due generazioni della coupé – che nel 2013 sorprende tutti con un look riuscito, capace di dire qualcosa di nuovo ed esprimere la tradizione del Tridente senza timori reverenziali. Pronta a togliersi la giacca e la cravatta e rimboccarsi le maniche quando le cose si fanno serie, a soli 3 anni dalla fine della produzione la Ghibli è già un rimpianto. Sotto il cofano pulsa il V6 biturbo nato a Maranello, fino a 410 CV nella versione S, capace di stracciare lo 0-100 in meno di 5 secondi e volare oltre i 280 km/h con una tonalità di scarico da far accapponare la pelle.
