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22 luglio 2013 | di Redazione Ruoteclassiche

“Le Fuoriserie”, ad agosto l’ultimo volume

Con la fine degli anni 60 si chiude la magica epopea delle fuoriserie. E anche la nostra serie di sette volumi ad esse dedicati: l’ultima uscita vi aspetta in edicola allegata a Ruoteclassiche di agosto (144 pagine a 4,70 euro in più rispetto al prezzo della sola rivista). Lentamente ma inesorabilmente si spegne la produzione di vetture semiartigianali che avevano tanto arricchito di idee il mondo dell’auto. I carrozzieri giocano le ultime carte ma nulla possono contro i costi di progettazione divenuti insopportabili.

I più, per non chiudere l’attività, si limitano a fornire consulenze di stile. Altri mettono a disposizione delle grandi Case il proprio know how nella realizzazione di prototipi e showcar. Molti rinunciano ad avere un ruolo. Quegli anni non sono ancora finiti ma già se ne sente la nostalgia: nel maggio del 1968 un gruppo di appassionati bresciani rievoca la Mille Miglia, una corsa che aveva fortemente contribuito a lanciare il fenomeno delle fuoriserie. Quelle linee, irripetibili, rivivono tuttavia assumendo forme nuove grazie all’opera e al genio di un manipolo ristretto di firme. Grazie a loro lo stile italiano riemerge. Nascono le nuove sportive, eleganti e lussuose gran turismo, velocissime ma non più destinate alle competizioni. Pininfarina, Bertone e Ghia legano il proprio nome a marchi prestigiosi come Alfa Romeo, Ferrari e Lamborghini. Zagato non perde i contatti con Alfa Romeo e Lancia.

Tutti realizzano una nuova generazione di vetture destinate a entrare nella storia: del 1968 sono l’“Espada” e la “Carabo” di Bertone, la “Daytona” di Pininfarina, la “Mangusta” di Ghia… Zagato propone nuove versioni delle sue Lancia “Fulvia” (una spider) e “Flavia” (passo corto); Vignale, Moretti, Savio, Fissore e Scioneri creano ancora qualche pezzo unico per amatori. L’anno dopo le novità sono meno numerose. Ai Saloni vengono presentati molti restyling di modelli già sul mercato (ricordiamo tra gli altri la Dino “246 GT” e l’Alfa Romeo “1750 Spider” ora con coda tronca di Pininfarina e la Maserati “Indy” di Vignale). Finisce un’era. Ne inizia un’altra.

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