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02 luglio 2013 | di Redazione Ruoteclassiche

“Le Fuoriserie”, in edicola il sesto volume

L'Alfa Romeo “Spider” è la novità più significativa del 1966. Destinato a sostituire la “Giulia Spider”, versione con motore “1600” della celebre “Giulietta” realizzata dieci anni prima, il nuovo modello (ribattezzato “Duetto”, foto in alto a destra) diventerà subito l’ennesima icona del design italiano, ultimo studio stilistico condotto da Battista Pininfarina.

Contemporaneamente la carrozzeria torinese si prepara a lanciare, in collaborazione con la Fiat, due modelli di successo: la “124 Sport Spider” (1966) e la “Dino Spider” (1966), mentre Bertone firma la “Dino Coupé” (1967). La Lancia da parte sua ha appena affiancato alla “Fulvia Coupé” una versione affidata a Zagato, la “Fulvia Sport” (presentata al Salone di Torino del 1965) che, in versioni sempre più potenti, verrà prodotta fino al 1972.

Tutto questo e molto altro è documentato nel sesto volume de “Le Fuoriserie “ allegato a Ruoteclassiche di luglio (144 pagine a 4,70 euro in più rispetto al prezzo della sola rivista), una raccolta imperdibile della migliore produzione della carrozzeria italiana dal 1956 al 1970. In questo fascicolo (dedicato al biennio 1966-67) le novità sono particolarmente numerose e importanti. Nonostante la crisi economica che ha già iniziato a mordere, la produzione dei nostri carrozzieri sembra infatti non risentirne, anche se a un attento esame i modelli presentati risultano in gran parte prototipi, studi di stile ed esemplari unici. Diminuiscono infatti le piccolissime serie, appannaggio dei carrozzieri minori a cui la Fiat toglie l’opportunità di esercitarsi. Ciò in passato era già accaduto per la nuova “850”, visto il successo ottenuto dalle versioni speciali disegnate dallo stesso centro stile Fiat.

Fortunatamente la capacità e la fantasia dei nostri carrozzieri trovano nuove opportunità di espressione appoggiandosi ai numerosi marchi sportivi italiani ed esteri. Continuano ad avere successo le produzioni limitate per appassionati come, per esempio, l’Alfa Romeo “33 Stradale”, prodotta dall’Autodelta, disegnata da Scaglione e costruita dalla Marazzi in soli 18 esemplari dal 1967 al 1969.

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