Quando ci si lamenta a volte di gare noiose della Formula 1 moderna con una squadra pigliatutto e gran premi decisi già prima della partenza, forse sarebbe opportuno rinfrescare la memoria, per rendersi conto che la storia dei vari Campionati del Mondo racconta epoche di domini assoluti. Monoposto con una superiorità tecnica talmente spiccata da permettere di vincere quasi tutte le gare in calendario, avversari annichiliti che potevano solo sperare in un guasto tecnico o un'uscita di pista. Non è nemmeno un fenomeno recente, perché già agli albori, negli anni 50, l'Alfa Romeo e la Ferrari schiantarono la concorrenza vincendo tutti i gran premi della stagione, eccetto uno. Ma vediamole insieme queste vere e proprie regine della velocità.
Alfa Romeo 158 Alfetta
La prima stagione in assoluto della storia della Formula 1 moderna - quando venne messo in palio il primo Campionato Mondiale piloti - è quella del 1950 e vide il dominio assoluto dell'Alfa Romeo "Alfetta". Equipaggiata con un 8 cilindri in linea da 1.479 cm³ e compressori Roots aggiornato fino a produrre circa 350 CV, il modello 158 realizzato prima della guerra vinse tutte le gare tranne una (la 500 Miglia di Indianapolis, dove non fu iscritta), ovvero sei su sette. Un’auto praticamente imbattibile e per di più guidata da piloti del calibro di Giuseppe Farina, Juan Manuel Fangio, Luigi Fagioli, che conquistò anche 6 pole position su 7, 6 giri più veloci e quattro doppiette. Farina e Fangio si divisero equamente le vittorie, ma fu l’italiano a spuntarla per soli tre punti, aggiudicandosi il titolo piloti.
Ferrari 500 F2
La stagione 1952 vide il forfait di Alfa Romeo e BRM, spianando la strada alla cavalcata solitaria della Ferrari 500 F2, che, come suggerisce il nome, si trattava di una monoposto con specifiche di Formula 2, come richiesto dal regolamento. Dotata di un 4 cilindri aspirato di1.984 cm³ (in alternativa erano ammesse unità da 500 cm³ dotate di compressore) con 185 CV, riuscì ad aggiudicarsi 7 vittorie su 8 gare disputate, grazie anche a uno squadrone composto da Piero Taruffi, Luigi Villoresi, Giuseppe Farina e soprattutto Alberto Ascari, autore di una vera impresa, con 6 primi posti consecutivi, dal Gran Premio del Belgio al trionfo di fronte al pubblico di casa durante il Gran Premio d’Italia a Monza. Un dominio sancito, eccetto la 500 Miglia di Indianapolis, da 6 doppiette e rimarcato l’anno successivo, dove la 500 F2 vinse 7 gare su 9 con Ascari che bissò il titolo piloti.
Ferrari F2002
Proseguendo nella nostra classifica, che tiene conto della percentuale di vittorie, si fa un grande salto ai tempi moderni, anche se sono già passati più di 20 anni. La stagione 2002 di F1 è scolpita negli annali per i tifosi della Rossa grazie all’impressionante risultato di 15 gare vinte su 17 tra Michael Schumacher e Rubens Barrichello, ma anche 9 doppiette, 27 podi, 10 pole position, 12 giri più veloci in gara, 221 punti e, ovviamente, entrambi i titoli iridati. Una monoposto straripante, che vincerà anche una gara nella stagione successiva, mentre in quella 2002 aveva fatto il suo debutto nella terza gara, lasciando spazio alla F2001B per i Gran Premi di Australia e Malesia. Con il suo V10 aspirato di 3.0 litri in grado di superare i 900 CV, è una delle monoposto del Cavallino rampante più vincenti di tutti i tempi.
Mercedes F1 W07 Hybrid
Un’altra storia fatta di vittorie a ripetizione è quella che vede protagonista la Mercedes W07 Hybrid nel 2016. Già nelle due stagioni precedenti le Frecce d’argento avevano vinto 32 gare su 38, dimostrando chiaramente di aver interpretato meglio di tutti la rivoluzione dei propulsori ibridi, ma pochi avrebbero immaginato che avrebbero fatto addirittura di meglio, conquistando il titolo costruttori con un ampio margine e offrendo un’appassionante lotta tra Hamilton e Rosberg per il campionato piloti, risoltasi a favore di quest’ultimo. Con 19 su 21 gare concluse al primo posto, 20 pole position e 9 giri veloci, otto doppiette e 33 podi (tutte le gare tranne una) non c’è alcun dubbio sulla superiorità schiacciante di una monoposto in cui powertrain (un 1.6 turbo abbinato a due unità elettriche), telaio e aerodinamica lavoravano in perfetta sintonia.
McLaren-Honda MP4/4
Una delle monoposto più iconiche della storia della Formula 1 - e ultima dell’era turbo - è la McLaren-Honda MP4/4 che dominò incontrastata la stagione 1988, infiammando il pubblico soprattutto per il duello interno tra Ayrton Senna e Alain Prost, primo atto di una rivalità leggendaria. Progettata da Steve Nichols, Neil Oatley e Gordon Murray e spinta dal V6 Honda RA168 E di 1.5 litri da circa 650 CV, la MP4/4 è stata capace di vincere 15 gare su 16, mancando il clamoroso en plein solo per una leggerezza di Senna durante il doppiaggio di Jean-Louis Schlesser al GP d'Italia a Monza. Un incidente che spianò la strada a un’insperata doppietta nel gran premio di casa per le Ferrari (con Berger e Alboreto), proprio a poche settimane dalla morte del Drake. Con dieci doppiette e una sola vittoria in più per Senna (8 a 7) che avrebbe così vinto il suo primo titolo piloti, la mitica MP 4/4 permise al team McLaren di chiudere la stagione con il triplo dei punti del team al secondo posto, la Ferrari e con l’incredibile percentuale di 93,75% di vittorie.
Red Bull-Honda RB19
La monoposto a oggi più vincente di sempre, con il 95,5% di primi posti e anche quella che ha strappato il primato alla MP4/4, è la Red Bull-Honda RB19 progettata da Adrian Newey e guidata magistralmente da Max Verstappen. Un mix esplosivo che - grazie anche al calendario più lungo rispetto agli anni 80-90 - ha permesso di ottenere questo record: con 21 gare su 22 concluse sul gradino più alto del podio nella stagione 2023, è ufficialmente la regina tra le monoposto, anche se il dominio non è stato così assoluto come potrebbe sembrare. Le doppiette durante la stagione sono state infatti solo sei e Sergio Perez, compagno di Verstappen, ha totalizzato la metà dei punti, assistendo da spettatore al monologo dell’olandese, autentico fuoriclasse in grado di fare la differenza.
Le altre
Dopo aver giustamente celebrato le più vincenti, vale la pena menzionare anche altre monoposto che hanno espresso un’evidente superiorità tecnica: tornando indietro fino al 1984, troviamo la McLaren MP4/2 vittoriosa in 12 gare su 16 con la coppia Lauda-Prost, stesso risultato raggiunto nel 1996 dalla Williams FW18 con Damon Hill e Jacques Villeneuve, mentre la Ferrari F2004 chiude un’era irripetibile nella stagione 2004 vincendo 15 gare su 18 (13 l’imbattibile tedesco e due Rubens Barrichello) disputando anche senza fortuna le prime due gare del campionato 2005. Si diceva della Mercedes dominante fin dall’introduzione dei propulsori ibridi e nel biennio 2014-15 la W05, prima, e la W06 poi, vincono ogni volta 16 gare su 19. Nel 2013 era stata la Red Bull RB9 con lo scatenato Vettel a concludere in vetta 13 gran premi su 19, con 9 vittorie consecutive dal Gran Premio del Belgio fino al termine della stagione, mentre l'annata dominante più recente è stata quella del 2020 con la Mercedes W11 EQ capace di primeggiare in 13 circuiti su 17 con Bottas e Hamilton, al suo settimo titolo mondiale piloti.
