Angelo Sticchi Damiani - Ruoteclassiche
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Angelo Sticchi Damiani
"Il presidente dell’Aci è un grande conoscitore del mondo dei veicoli classici e ne promuove lo sviluppo sostenendolo con eventi e iniziative"
È il presidente dell’Aci, ma, adesso, per noi è soprattutto protagonista di Best in Classic, perché in forze nella nostra prestigiosa giuria, oltre che partner con Aci Storico. Angelo Sticchi Damiani risponde a un paio di domande.

Presidente, che cosa l’ha indotto a confermare la partnership tra Club Aci Storico e Best in Classic?
Beh, secondo me Best in Classic è un’ottima idea, è stato bello averla pensata e averla realizzata. Certo, la prima edizione è stata organizzata in un periodo in cui abbiamo dovuto tenere... le distanze, addirittura senza vedere le macchine. Ma è stata un’iniziativa intelligente di valorizzazione del motorismo storico e anche una prova di grande capacità di adattamento a una situazione che nessuno poteva immaginare. Adesso è bello continuare: io ci sono, ho dato già la mia disponibilità, perché questa iniziativa ora possa diventare stabilmente un bel momento.

Da grande appassionato di auto classiche, che cosa si aspetta dal nostro premio?
Io amo in generale tutte le automobili. Si fa una gran fatica a stabilire nei concorsi d’eleganza quale sia la vettura più bella, la migliore, quella meglio conservata, quella più in tema con la gara o con il momento che stiamo vivendo. Difficile perché sono tante le auto che meriterebbero, sono tanti i modelli che hanno segnato un periodo importante della storia. In Italia abbiamo un’enorme fortuna: abbiamo avuto grandi costruttori, grandi designer, grandi motoristi. Insomma, il meglio che si potesse sperare. Torino, Milano, la Motor Valley ci hanno regalato automobili straordinarie. Ed è fantastico poterle ricordare e premiare. Naturalmente, questo non significa prendere in considerazione soltanto le marche italiane, però, diciamo la verità, non possiamo neanche trascurarle per paura di essere tacciati di essere troppo di parte nei confronti dei costruttori del Bel Paese. Rendiamo merito a chi ci ha lasciato un grande patrimonio, sperando soprattutto che questi tesori rimangano in Italia. Il rischio, purtroppo, è che molte splendide macchine finiscano in Paesi dove non c’è stata una grande tradizione come da noi. Certo, se portate all’estero restano le migliori testimonianze del made in Italy, dello stile e del genio dei nostri costruttori all’estero. Ma mancheranno ai nostri eventi, alle nostre manifestazioni: se un’automobile è ferma in garage, la si può sempre tirar fuori. Ma una vettura che è andata all’estero non torna più.

Best in Classic