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L’Opel Ascona compie 50 anni

Il 2020 nella cronistoria dell’Ascona rappresenta un anno decisamente importante, in quanto la berlina tedesca festeggia il proprio cinquantesimo compleanno

Le origini della Ascona affondano le radici negli anni Settanta, quando con la sua commercializzazione la Opel rientra sul mercato delle berline di classe media. Questo modello rappresenta il frutto del lavoro svolto dallo staff del marchio per cambiare completamente l’immagine che fino a quel momento il pubblico aveva delle proprie berline: robuste, di grosse dimensioni, ma con scarse vocazioni dinamiche. In altre parole, l’Ascona rappresenta l’inizio di un nuovo corso produttivo. All’atto pratico, nella gamma, si colloca tra la Kadett e la Rekord, dalle quali riprende numerose componenti. Al momento del lancio viene offerta con una motorizzazione di 1.6 litri declinata in due step, normale da 68 cv e S da 80 cv, a cui si affianca un 4 cilindri di 1.897 cc da 90 cv. A un anno dal debutto in società, inoltre, il listino si arricchisce con un motore entry-level, di 1.2 litri da 60 cv.

Una gamma completa. La “famiglia” si amplierà progressivamente con ulteriori versioni, tra cui, la 1.9 S e la sportiva SR. Non son solo motorizzazioni ma anche allestimenti: quattro anni più tardi, per esempio, alle berline a 2 e 4 porte, si affianca la station wagon Voyage, con finiture esterne tipo legno. Una delle prime “compatte lifestyle” realizzate da un costruttore tedesco. Complessivamente la prima serie dell’Ascona verrà prodotta fino all’estate 1975, raggiungendo quota 691.438 esemplari. Un valore degno di nota, che conferma alla Casa la bontà del progetto, da affinare attraverso una seconda generazione. L’Ascona-B rappresenta in pratica un’evoluzione più estetica che tecnica del modello precedente, con un frontale modificato e una carrozzeria allungata (di 20 cm) a vantaggio del confort di bordo. Per quanto concerne i listini, le new-entry sono rappresentare da un’unità di 1.196 cc da 60 cv, un 1.998 cc da 100 cv e un 2.100 Diesel da 58 cv,  di cui vi abbiamo raccontato la storia attraverso un articolo dedicato.

Non c’è due senza tre… La terza ed ultima serie, l’Ascona-C, presentata in occasione del Salone di Francoforte del 1981, si caratterizza prevalentemente per l’adozione della trazione anteriore che, tra le altre cose, permette di allungare il passo (da 2.518 mm a 2.574 mm) senza modificare le dimensioni esterne. Il tutto in abbinamento a un nuovo assale posteriore e motori di 1.300 cc e di 1.600 cc, che contribuirono a migliorarne il comportamento su strada. Nel corso della sua longeva carriera, durata ben 18 anni, dal 1970 al 1988, l’Ascona oltre al consenso fatto riscontrare dai modelli tradizionali riuscirà a ottenere delle ottime soddisfazioni in ambito sportivo.

A testa alta (anche) nei rally. A tal proposito vale la pena ricordare che la versione SR mise a segno dei risultati di prim’ordine. Al volante della Ascona iscritta dall’Opel Euro Händler Team, Walter Röhrl e Jochen Berger conquistarono infatti il Campionato Europeo Rally del 1974, vincendo sei delle otto prove e dominarono il campionato con il punteggio mai più superato di 120 punti. Inoltre, nel 1975, poco prima che la Opel Ascona A fosse sostituita dalla generazione B, Röhrl e Berger prevalsero nel Rally dell’Acropoli, conquistando la prima vittoria di Opel nel Mondiale Rally.

Eventi dedicati.   La Casa celebrerà a dovere il mezzo secolo di vita dell’Ascona nel corso di vari eventi. Primo tra questi, l’inaugurazione della stagione rally e la Bodensee Klassik (7-9 Maggio): ai nastri di partenza saranno presenti sei Opel Ascona e Manta di prima generazione. Successivamente, il 28 giugno, toccherà al Klassikertreffen di Rüsselsheim, dove saranno presenti circa cento esemplari di Opel Ascona e Manta-A. Un altro evento da non perdere sarà la reunion del 25- 27 Settembre, organizzata dal collezionista ed esperto di Manta, Manfred Henning. La località non potrebbe essere più adeguata: Timmendorfer Strand sulla costa baltica, esattamente il luogo dove la Opel Manta fu presentata alla stampa cinquant’anni fa.

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