Auto
06 December 2019 | di Andrea Zaliani

Quando l’Opel Ascona diventò (anche) diesel

Sul finire degli anni Settanta, in seguito al consenso ottenuto dalla Rekord a gasolio, la Opel introduce sul mercato l’Ascona diesel

Negli anni Settanta la Opel rappresenta una delle principali case automobilistiche impegnate nello sviluppo di motorizzazioni diesel. In quel periodo l’incremento progressivo della richiesta di modelli equipaggiati con propulsori a gasolio viene colta dalla Casa come un’interessante opportunità, per ampliare una gamma dedicata. Così, dopo un buon consenso iniziale la Rekord D aumentata di cilindrata (passando a 2.3 litri) e si colloca in una fascia di mercato superiore. Lo “spazio” lasciato vuoto viene invece colmato dalla più piccola Ascona diesel, che adotta il precedente motore Rekord 2 litri da 58 cv, abbinato a un cambio manuale a quattro marce e alla trazione posteriore.

Basata sul know-how del modello. Nata nel 1970, cinque anni più tardi l’Ascona viene sottoposta a un importante aggiornamento. Il modello diesel (del 1978) rimane pressoché identico alla versione del ‘75. A otto anni dal debutto in società, la carrozzeria della vettura tedesca incomincia ad accusare l’avanzare dell’età. La sua linea non è ancora sorpassata, ma certi particolari incominciano ad apparire datati. L’abitacolo è sufficientemente capace. Posteriormente, però, il tunnel di trasmissione e le dimensioni del divano non consentono il comodo alloggiamento di una terza persona. Per quanto concerne l’impostazione generale dei comandi, l’impiego del motore diesel non cambia nulla. Del tutto normale la dotazione. Rispetto alla versione benzina sono state aggiunte la spia della riserva e quella del pre-riscaldamento. Anche in questo caso si ritrova la tipica finitura Opel, decisamente di buon livello, soprattutto considerando la classe di appartenenza. È una finitura corretta, magari poco appariscente ma indubbiamente robusta e ben curata nelle varie componenti.

La prova di Quattroruote. In seguito a una prova approfondita, la “nostra” rivista nel complesso promuove l’Ascona diesel. Le qualità del motore a gasolio della Opel sono ormai note da tempo, soprattutto per quel che riguarda le prestazioni. Si tratta di un’unità brillante, rapida a salire di giri e sufficientemente elastica. Pur non essendo molto potente risulta adatta al peso dell’Ascona, che mantiene anche il riuscito cambio della versione a benzina. Esso ha discrete precisione e velocità degli innesti e una corretta escursione della leva. Buona sia la posizione delle marce, vicine tra loro, che la scelta dei rapporti, caratterizzati da una terza lunga. Per ovviare al maggior carico sull’avantreno dovuto alla motorizzazione diesel, la Opel ha aumentato il rapporto di demoltiplicazione dello sterzo. All’atto pratico, le manovre in parcheggio sono quindi facili e leggere. In compenso, ci si deve dimenticare dell’ottimo confort offerto dalla Rekord. Innanzi tutto la rumorosità meccanica appare più elevata, perché l’insonorizzazione non è molto efficace. Inoltre, i limiti delle ormai anziane sospensioni posteriori si avvertono già su fondi stradali regolari. Sullo sconnesso poi la limitata escursione e la rigidità delle sospensioni diventano fastidiose soprattutto per i passeggeri posteriori, sottoposti (su tale fondo) a continui sussulti. In altre parole, anche sulla diesel le sospensioni costituiscono il punto debole del modello.

La quotazione attuale. Allo stato attuale il range di prezzi varia da un minimo di ottocento euro a un massimo di 2300 euro, per un modello in perfette condizioni.

Diteci la vostra. A questo punto, come di consueto, la parola passa a voi, perché siamo curiosi di conoscere il vostro parere in merito. In quel periodo, avreste scelto la diesel oppure vi sareste orientati su motori a benzina? Più in generale, l’Ascona vi convinceva? Fatecelo sapere attraverso i commenti qui sotto. Inoltre, se avete una storia interessante sul suo conto potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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