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20 gennaio 2009 | di Redazione Ruoteclassiche

L’UOMO DEI GRANDI RAID CITROËN

Per trent'anni - dal '58 all'87 - è stato l'anima della comunicazione Citroën: geniale, estroso, di grandissima umanità. Jacques Wolgensinger, scomparso l'8 novembre scorso a Nizza, aveva cominciato la sua attività alla Casa del Double Chevron poco dopo il lancio della "DS". Amava ricordare che ai tempi del suo arrivo l'ufficio relazioni esterne di Citroën era costituito da una scrivania con un unico cassetto; dentro, il nome di cinque celebri giornalisti dell'auto. La magia era tutta lì.

Nel giro di qualche anno, però, la presentazione di ogni nuovo modello si trasformò in un evento: per il lancio della "Mehari", Wolgen - come gli amici erano soliti chiamarlo - noleggiò un intero campo da golf a Deauville e il 16 maggio 1968 con un treno speciale trasferì lì un esercito di giornalisti che si trovarono di fronte una decina di coreografie diverse e una moltitudine di modelle in costume da bagno, semi-assiderate per la temperatura insolitamente bassa della giornata. Fu uno straordinario successo e la consacrazione definitiva di un nuovo modo di comunicare…

Con l'arrivo della "Dyane", a fine anni 60, cominciarono i grandi raid di gruppo, dall'India all'Africa, vere e proprie esibizioni muscolari per macchine robustissime ("2 CV", "Mehari", Dyane"), senza grandi pretese di confort. In uno di questi, il Raid Afrique del 1973, Wolgensinger conobbe la futura moglie Marléne Cotton, all'epoca direttore della Squadra Corse Citroën.

Negli anni successivi produsse molti documentari, che gli valsero parecchi premi al Festival del Cinema d'Impresa di Biarritz e fu direttore di "Le Double Chevron", l'house organ di Citroën.

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