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24 ottobre 2017 | di Redazione Ruoteclassiche

Lupo d’Abruzzo, la (bella) storia di Berardo Taraschi

Il 24 ottobre di venti anni fa moriva a San Giovanni Teatino, vicino Chieti, un pilota e imprenditore italiano che partendo dalla provincia di Teramo ha portato il suo nome e le sue auto a occupare un posto importante nella storia dello sport automobilistico italiano.

Se nasci a Tossiccia (un piccolo paese in provincia di Teramo, in Abruzzo) nel 1915, in linea di massima aprire un’azienda automobilistica non è la prima cosa che ti viene in mente di fare. Tuttavia, se la passione per la meccanica ce l’hai nel sangue, allora è tutta un’altra storia. È infatti da qui che Berardo Taraschi ha iniziato la sua “lunga corsa”.

Lo ricordiamo perché nel 2017 cadono due anniversari che lo riguardano: il ventesimo dalla sua morte, e il settantesimo dalla fondazione della sua azienda automobilistica, la Meccaniche Taraschi, nata nel 1947 come semplice officina, a Teramo, e poi sviluppatasi fino a produrre auto in proprio.

Durante la sua adolescenza, nonostante il parere contrario dei genitori, Berardo Taraschi si iscrive all'istituto tecnico locale per soddisfare il desiderio fortissimo di apprendere i segreti della meccanica. Una passione profonda la sua che grazie a questa esperienza scolastica si rifletterà in futuro nella capacità di elaborare i motori di motociclette ed automobili.

Finita la scuola, dopo il servizio militare, apre così un’officina motociclistica per creare motori da competizione. A 19 anni partecipa alla sua prima gara, la prima di una lunga serie che lo porterà a competere in circa 70 gare e a conquistare oltre 20 premi.

Nel 1938 consegue il secondo posto nel Campionato Italiano di Velocità Classe 500. Nel 1939 costruisce la "Moto Taraschi 500", e inizia a gareggiare anche in auto vincendo il "Volante d'Argento" su una Topolino Fiat 500.

Nella sua officina non si limita più a riparare motociclette, ma inizia anche a venderle. Durante la II Guerra Mondiale partecipa alla campagna russa come ricognitore motociclista e subito dopo il conflitto riapre l’officina.

È nel 1947, 70 anni fa, che trasforma la sua attività in una Casa automobilistica specializzata nella produzione di auto da corsa. Risale a quell’anno la produzione della Urania, la prima biposto 750 Sport, un modello che porta il nome del colle Urania, nei pressi di Teramo. Parte dalla base meccanica della Fiat 500 Topolino, ma il motore è il Bmw R75, mentre la carrozzeria è firmata dal milanese Venanzio Pozzi, affiancato da Giovanni Foschini.

L'11 aprile 1947, a bordo di una Urania, Taraschi ottiene il terzo posto nel Circuito di Piacenza, compiendo il giro più veloce. Il modello viene poi perfezionato con uno specifico telaio a struttura tubolare che porta alle Urania della seconda generazione, modificate per rispettare nuovi regolamenti della categoria Sport.

Tante le vittorie conseguite nel 1949: nel 9º Giro di Sicilia, nel Circuito di Reggio Emilia, nel 1° Circuito del Castello di Teramo, nel 2º Gran Premio di Napoli , nella 3ª Coppa delle Dolomiti , nel circuito di Pescara e nella Cronoscalata di Caltanissetta.

L’azienda vola. Taraschi ha già sfidato gli avversari nella Formula 2 con un motore di cilindrata 500 sovralimentato con compressore; comincia a pensare a una vettura per la Formula 3. L’esperimento però non va bene: le Urania-Bmw sono auto difficili da guidare e le vendite diminuiscono.

Sempre nel 1949 Taraschi, tramite il giornalista Giovanni Canestrini, stringe un accordo con i fratelli Attilio e Domenico Giannini: nasce il modello Giaur (nome derivante dalle parole Giannini e Urania) che unisce il meglio del telaio della Meccaniche Taraschi al motore della Casa romana. Ne vengono prodotti più di 50 esemplari, alcuni dei quali esportati negli Stati Uniti dove conseguono oltre 120 vittorie, che si aggiungono a quelle numerosissime ottenute in Italia.

Nel 1951 la Giaur vince il Campionato italiano della classe Sport 750. Campionato che Berardo Taraschi vincerà come pilota nel 1954. Nasce la scuderia "Squadra Taraschi".

Gli anni Cinquanta sono gli anni della biposto Champion, della monoposto Red Blitz e delle partecipazioni alla Formula 1. Nel 1957 inizia la produzione delle monoposto destinate alla Formula Junior. Cessa la collaborazione con la Giannini, ma la produzione continua con il marchio Taraschi fino al 1962, quando, dopo oltre 150 vittorie nel mondo decise di porre fine alla sua carriera di pilota e alla sua attività di costruttore. Lì, in Abruzzo, dove tutto era cominciato.

Elisa Latella

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